SIMON SCARROW.
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L'EREDE AL TRONO.
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Ciclo: I conquistatori 4.
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Titolo originale: Invader. Imperial Agent. 2015.
Traduzione di: Maria Cristina Cesa.
2015. Newton Compton Editori, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale fornita da: Amedeo Marchini.
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Presentazione.
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Nell'inverno dell'Anno Domini 44, il piano di Roma di insediare un monarca alleato nell'area pi ostile della Britannia si trova di fronte una nuova minaccia. Ci sono voci di un traditore vicino al re, e un nuovo nemico sta raccogliendo le forze oltre le paludi. Mentre il re continua con il suo piano per romanizzare i sudditi, Orazio Figulo, l'optio della Seconda Legione,  incaricato di addestrare la nuova guardia reale. Ma quando l'esercito romano viene preso in trappola, una setta segreta di druidi sale al potere e prende in ostaggio il sovrano. Ora Figulo deve infiltrarsi tra le file nemiche, liberare il re e scovare lo sfuggente capo dei druidi, prima che l'intera Britannia precipiti in un sanguinoso caos...
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L'AUTORE.
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Simon Scarrow  nato a Lagos, in Nigeria quando ne era ancora la capitale, da genitori inglesi. Ha vissuto in molti paesi, tra cui Hong Kong e le Bahamas, prima di stabilirsi in Inghilterra, dove si  laureato all'Universit dell'East Anglia a Norwich, dopo di che si  dato all'insegnamento, come professore di letteratura, prima all'East Norfolk Sixth Form College e poi al City College Norwich.  considerato un grande esperto di storia romana ed ha sempre alternato all'insegnamento ed alle conferenze la sua grande passione: la scrittura. Nel 2005 ha lasciato a malincuore l'insegnamento per potersi dedicare totalmente ai suoi libri. Per approfondire le sue conoscenze, e poterle poi riportare nei suoi romanzi, ha effettuato numerosi viaggi in Italia, Grecia, Turchia, Giordania, Siria ed Egitto.
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Al momento Simon Scarrow ha pubblicato 38 romanzi di cui ben 37 di genere storico. Molto famosa la sua prima serie di romanzi, successivamente denominata Eagles of the Empire, Aquile dell'Impero, tutta incentrata sulla storia dell'Impero romano, composta finora da 18 libri scritti fra il 2000 ed il 2019. Dal 2006 al 2010 Scarrow ha pubblicato una seconda serie di romanzi, denominata Revolution Series, composta da quattro opere, con un'ambientazione diversa, ovvero a cavallo dell'Ottocento e con protagonisti Napoleone Bonaparte e Arthur Wellesley.

Tra il 2012 ed il 2013 Scarrow ha pubblicato una terza serie, denominata Arena, formata da cinque romanzi, ancora ispirati al mondo dei gladiatori dell'epoca romana. Tra il 2014 ed il 2015 ha inoltre pubblicato una quarta serie di cinque romanzi, denominata Invader, I conquistatori, in cui si approfondiscono le gesta della Seconda Legione di Roma gi trattate nei primi romanzi della "Eagles of the Empire Series".
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Dal 2011 al 2014 Scarrow ha pubblicato una ulteriore serie di quattro romanzi, detta Gladiator Series, in una collana dedicata ai ragazzi, che narrano le vicende del giovane Marco Cornelio Primo ambientate nel mondo dei gladiatori. A differenza delle altre serie, che raccontano episodi del primo secolo dopo cristo, in questa i protagonisti vivono nel mondo romano del primo secolo avanti cristo. Infine, nell'arco del 2019 Scarrow ha completato la pubblicazione di una serie di cinque romanzi, detta Pirate series, che approfondiscono la vita e la carriera del pirata Telemaco gi visto in romanzi precedenti.
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Dopo aver prodotto altri romanzi singoli, nel 2017 Simon Scarrow, per la prima volta, ha lasciato il romanzo storico per realizzare un thriller, intitolato Playing With Death, uscito in Italia nel 2018 con il titolo L'ultimo testimone. Per questo romanzo Scarrow si  avvalso della collaborazione del suo allievo Lee Francis. Simon Scarrow ha annunciato per l'agosto 2020 la pubblicazione, in Inghilterra, del suo nuovo lavoro ambientato durante la seconda guerra mondiale, dal titolo Blackout.
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Tutti i personaggi di questo racconto sono immaginari e qualunque analogia con persone reali, esistenti o esistite,  puramente casuale.
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L'organizzazione dell'esercito romano in Britannia nel 44 d.C.
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Come ogni altra legione, i combattenti della Seconda Legione erano considerati i migliori soldati dell'antichit. Altamente qualificati, ben equipaggiati e disciplinati, erano soggetti a un severo regime di addestramento detto anche combattimento senza spargimento di sangue. Da loro, per, ci si aspettava anche altro: che fossero in grado di costruire forti e accampamenti, strade e ponti, e che svolgessero molti altri incarichi in tempo di pace nelle province conquistate. Spesso costretto a trascorrere pi anni consecutivi alle frontiere pi pericolose dell'impero, il legionario agiva allo stesso tempo da soldato, ingegnere e amministratore.
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Uno dei motivi del successo delle legioni sul campo risiedeva nella loro efficiente struttura. Ognuna di esse circa cinquemilacinquecento uomini. La centuria, composta da ottanta legionari, era l'unit militare di base. Sei centurie formavano una coorte e dieci coorti una legione. La Prima Coorte contava un numero doppio di uomini rispetto alle altre. A comandare quell'impressionante esercito era il legato, solitamente un aristocratico in ascesa sulla scena politica di Roma, coadiuvato da sei tribuni e un tribuno militare, tutti di estrazione sociale elevata. Seguivano i centurioni, spina dorsale della legione, severi ufficiali che comandavano una centuria ciascuno. Sotto ogni centurione c'era un vice, l'optio.
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CAPITOLO 1.
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Lindinis, fine del 44 d.C. Forte della Seconda Legione.
Il pallido sole invernale batteva sulla palizzata del forte mentre l'optio Orazio Figulo e il suo compagno, il legionario Tito Terenzio Rullo, marciavano verso il campo di parata. Davanti a loro, una massa silenziosa di uomini della trib dei Durotrigi, che rabbrividivano nella brezza gelida, alcuni pestando i piedi a terra nel tentativo di prevenirne l'intorpidimento.
Le reclute per la nuova guardia reale erano sorvegliate da un pugno di ausiliari batavi della guarnigione, le cui armature e gli elmi rilucevano uniformi nella flebile luce mattutina.
Era arrivato l'inverno in Britannia, e le strade principali erano ricoperte dai primi fiocchi di neve.
Questi barbari bastardi fanno pena, disse Rullo, il legionario veterano, scuotendo la testa con una risata disgustata. Ce n' a malapena qualcuno decente. Ancora non riesco a credere che ci tocchi addestrarli, signore. Perch noi? Perch non farlo fare ai Batavi?.
Figulo guard il legionario e sogghign. Rullo era il soldato pi anziano nel piccolo distaccamento al suo comando, una mezza dozzina di combattenti estratti dai ranghi della Seconda Legione. Figulo e i suoi uomini erano arrivati a Lindinis diversi giorni prima, distaccati dalla legione con l'ordine di servire il legato imperiale, Numerio Scilla. Avevano avuto l'incarico di aiutare un re esiliato a riconquistare il trono dei Durotrigi, una delle trib pi bellicose della Britannia. Sopravvissuto a un attentato, Trenagaso non era riuscito a far molto per consolidare il potere sui suoi irrequieti sudditi. Quando poi le tensioni a Lindinis avevano iniziato ad affievolirsi, l'optio aveva avuto ordine di addestrare una nuova guardia del corpo reale per proteggere il re.
Figulo aveva alzato le sue spalle possenti: Non  poi tanto male come incarico. Starsene tutto il giorno seduti sulle chiappe a giocare a dadi.
Parla per te, signore, rispose Rullo burbero. Per quanto mi riguarda preferirei occuparmi di una bella giara di mulsum economico invece di insegnare a questi idioti come stringere una maledetta spada. A proposito, ho sentito dire che c' un nuovo mercante di vini in citt. Pi tardi dovremmo andare a provarlo. Con il capo accenn in direzione di Lindinis, un pugno di capanne circolari che sorgevano intorno alle pi ampie strutture della zona reale, a meno di un miglio a sud del forte. A proposito di tempi maledetti, c'era un pozzo di acqua decente in questa pozzanghera puzzolente.
Una delle prime azioni del re durotrigio appena tornato sul trono era stata quella di aprire le porte della capitale a tutti i commercianti, protettori e mercanti di schiavi romani che seguivano le legioni ovunque andassero, ansiosi di sfruttare gli ignari nativi. Di recente era arrivato a Lindinis un manipolo di commercianti di vini che cercava il profitto dagli annoiati soldati della guarnigione in licenza, oltre che dai locali. Altri sarebbero seguiti, non appena gli scontrosi Durotrigi si fossero trasformati in pacifici alleati dei Romani.
Magari un'altra volta, rispose Figulo distrattamente, controllando con attenzione il terreno su entrambi i lati della strada. Rullo scosse la testa.
Non dirmi che stai ancora cercando quel tuo portafortuna, signore.
Figulo annu e sospir. Pochi giorni prima aveva perso il suo amuleto raffigurante la Fortuna. Aveva cercato in ogni centimetro, ma non era ancora riuscito a ritrovarlo.
Era un regalo di mio padre. Lo aveva guadagnato durante il servizio nella cavalleria degli ausiliari. Me lo aveva regalato quando partii per il campo dei legionari a Gesoriaco. Non ho mai affrontato una battaglia senza. L'ultima volta che lo avevo per certo ero al campo di parata.
Rullo fece schioccare la lingua. Non hai molte speranze di ritrovarlo secondo me, soprattutto se uno di questi sudici nativi ci ha messo le zampe sopra. Ad ogni modo, nelle legioni non  la fortuna a tenerti in vita. Sono l'abilit e la disciplina che contano. Non sono arrivato a ventidue anni di servizio facendo affidamento sulla fortuna, signore.
Figulo rivolse al suo compagno un caloroso sorriso. Nel giro di pochissimi mesi Rullo sarebbe arrivato alla fine del proprio servizio nella Seconda Legione e si sarebbe ritirato. Hai gi deciso dove andrai a stabilirti?, gli chiese.
Siria, Giudea, Egitto..., Rullo fece un'alzata di spalle. Ovunque faccia pi caldo che in Britannia, comunque. Qui il cibo fa schifo, non fa altro che piovere e in quanto alle donne..., rabbrivid, perfino le vecchie sgualdrine della Suburra sono dee greche in confronto alle locali.
I due uomini si scambiarono una risata leggera mentre si avvicinavano ai nativi in attesa. I Durotrigi lanciarono sguardi bellicosi ai soldati romani e a Figulo parve strano che gli uomini da addestrare fossero stati nemici giurati di Roma solo pochi mesi prima. L'estate precedente la Seconda Legione aveva invaso il regno dei Durotrigi, decisa a stroncare una volta per tutte la resistenza dei loro feroci guerrieri e dei capi dei druidi. Il nemico, assediato nei suoi ampi forti di collina, era stato annientato senza piet dalle forze romane, le difese annichilite, le truppe coinvolte in furiose battaglie e i druidi costretti a nascondersi. Ma se i generali avevano sperato che la sconfitta inducesse alla pace i Durotrigi, si erano sbagliati. Nei mesi a seguire, infatti, i nativi avevano continuato a sfidare ostinatamente Roma. Le pattuglie cadevano nelle imboscate, i convogli di rifornimenti venivano attaccati, segnali e cartelli di stazioni militari erano rasi al suolo. Ora le speranze di pace del regno erano nelle mani di Trenagaso e nella sua capacit di rimettere in riga il proprio popolo.
Il comandante della guarnigione si allontan dai propri ausiliari e si diresse deliberatamente verso Figulo, con un'espressione irritata dipinta sul volto. Figulo scatt immediatamente sull'attenti in presenza del superiore. Il prefetto Tito Cosconiano annu bruscamente.
Riposo, optio, disse con accento acculturato. Come molti altri del suo rango nelle coorti ausiliarie, Cosconiano era un cittadino romano sui trent'anni appartenente alla classe equestre. Aveva l'espressione stanca e l'atteggiamento distaccato di chi sapeva che il suo soggiorno in Britannia era solo un breve e fangoso interludio in una ben diversa, gloriosa carriera politica a Roma.
Le tue reclute, continu Cosconiano con un gesto del braccio a indicare gli scomposti nativi. Il legato imperiale ha inviato i propri complimenti, ma dice di essere occupato a leggere con attenzione i progetti del nuovo palazzo del re. A quanto pare non basta che abbiamo rimesso il re sul trono, ora dobbiamo anche costruirgli una sontuosa residenza che lo accolga. Con un sorriso stampato prosegu rivolto a Figulo: Questi uomini sono stati tutti controllati dal re in persona, mi hanno detto. Non dobbiamo correre alcun rischio, soprattutto dopo quanto accaduto al banchetto.
Figulo deglut. Pochi giorni prima, aveva bloccato un uomo che aveva attentato alla vita del re davanti a centinaia di ospiti durante i festeggiamenti per il suo ritorno a Lindinis. L'attentatore aveva confessato che c'era un traditore tra gli uomini pi vicini al re, ma era morto prima che la spia potesse essere identificata.
Cosconiano continu: Da quanto ho sentito, Trenagaso  diventato piuttosto paranoico da quando hanno cercato di ucciderlo. Ora tiene vicino a s solo i consiglieri pi fidati.
Non posso biasimarlo, disse Rullo a bassa voce, con la met dei locali che chiede il suo sangue.
Il prefetto lanci uno sguardo al legionario, poi torn su Figulo. Sei libero di usare questo campo di parata per l'addestramento, ma mi aspetto che le tue reclute non intralcino i miei uomini durante lo svolgimento dei loro compiti. Sono stato chiaro?.
Figulo annu vigorosamente: S, signore.
Bene, Cosconiamo scrut accigliato il campo di parata, ti servir dell'attrezzatura. Ce n' in abbondanza nei magazzini del forte. Non serve dirti che sei responsabile di tutto quello che romperanno. L'ultima cosa di cui ho bisogno ora  qualche pedante impiegato della cerchia imperiale che mi presenti il conto per l'equipaggiamento danneggiato da questi imbecilli.
E per la sistemazione, signore?
Li alloggeremo in una delle baracche rimaste vuote. Non abbiamo grandi problemi di spazio.
Figulo fece un cenno di assenso. In origine il forte di Lindinis aveva ospitato una guarnigione molto pi numerosa per controllare l'area circostante. Ma con la drastica riduzione delle risorse alle legioni la maggior parte delle truppe era stata dislocata in altre parti della provincia. Ora restava soltanto un'unica coorte ausiliaria ridotta al minimo. Una piccola coorte di pi di trecento Batavi. Le file delle baracche vuote al forte erano una triste testimonianza della fragile posizione di Roma in quelle terre battute dalla pioggia.
Cosconiano si schiar la gola e con un gesto ordin a una delle reclute di fare un passo avanti. Un uomo alto, dalle spalle larghe, si avvicin. Indossava una casacca di lana scura, stretta in vita da un fermaglio d'oro decorato. I capelli erano tagliati corti e il viso rasato chiaramente secondo l'uso romano, al contrario dei suoi compagni dalle barbe incolte e i capelli selvaggi. Sorrise a Figulo, rivelando una fila di denti piccoli e macchiati.
Lui  Bellicano, spieg Cosconiano, della cerchia ristretta del re. Trenagaso lo ha nominato capitano della guardia del corpo reale. Sar il tuo assistente nell'addestramento degli uomini.
Bellicano si inchin leggermente a Figulo:  un onore incontrarti di persona, optio, disse in buon latino. Ero ansioso di conoscere l'uomo che ha salvato la vita del mio re.
Figulo si contorse, a disagio: Non ricordo di averti visto nell'entourage del re.
Bellicano sorrise: Perch sono tornato a Lindinis solo qualche giorno fa, romano. Negli ultimi anni ho vissuto a Durnovaria, ma sono nato qui. Mio padre ha servito nel consiglio reale, era il suo consigliere pi fidato.
Era?.
Il nobile durotrigio annu. Quando i druidi della Luna Nera hanno preso il potere e costretto il re all'esilio, tutti gli uomini del consiglio sono stati catturati e messi a morte. Io riuscii a scappare prima che uccidessero anche me. Quando ho saputo che Trenagaso era ritornato a reclamare il trono, sono rientrato il pi velocemente possibile. Nella sua voce c'era una chiara punta d'orgoglio quando aggiunse: Ora sono qui per servire il mio sovrano, come fece mio padre prima di me.
Cosconiano raddrizz la schiena annuendo rapidamente. Se  tutto, io vado. Se avete problemi, parlate con i miei attendenti. E con questo gir sui tacchi e marci lungo la via principale, accompagnato dai propri ausiliari.
Per qualche istante Figulo guard il prefetto allontanarsi, poi si volse a Bellicano facendo scattare il pollice in direzione delle reclute, una trentina in tutto.
Quanti di loro hanno esperienza di combattimento?.
Bellicano si accigli: Sei. Quelli che vengono dalla casta dei guerrieri. Sono abbastanza adatti e maneggiano armi da quando sono bambini. Me compreso.
Figulo annu. E il resto?.
Principalmente contadini. Un pugno di cacciatori. I nostri uomini migliori sono rimasti uccisi lo scorso anno nella battaglia contro Roma, disse solennemente. Potrebbero non andar bene come soldati romani, ma sono coraggiosi come tutti gli altri.
Il coraggio non li ha salvati quando li abbiamo presi a calci nel sedere l'estate scorsa, no?, disse Rullo.
Il guerriero durotrigio fiss il veterano della legione e fece mezzo passo avanti prima che Figulo intervenisse.
Bene allora, vediamo di che pasta sono fatti.
Figulo richiam l'attenzione degli uomini nella lingua nativa. Aveva una buona comprensione del dialetto locale, che era molto simile al celtico che parlava da bambino a Lutezia, e aveva acquisito un numero di parole britanne sufficiente a farsi comprendere. Al suo comando le reclute si posizionarono lentamente in due file parallele piuttosto larghe. Un guizzo di consapevolezza colp Figulo quando si rese conto che molti durotrigi erano del tutto fuori forma, magri e scarni. Altri erano anziani. La maggior parte aveva lo sguardo tetro e fissava Figulo con palese ostilit - in parte perch erano stati costretti a unirsi alla guardia reale, ma per lo pi perch era un romano. Comprese che guadagnarsi il rispetto di quegli uomini non sarebbe stato facile. Fece un profondo respiro, pronto a rivolgersi ai Durotrigi.
Il mio nome  Orazio Figulo!, grid forte e chiaro, Optio della Seconda Legione, la pi tenace dell'impero. I legionari romani sono i soldati meglio addestrati del mondo conosciuto e voi verrete addestrati nella stessa maniera. Il che significa che da adesso in poi vi rivolgerete a me chiamandomi signore o optio. Chiaro?.
Un silenzio di ghiaccio serpeggi nel campo di parata. Le reclute rispondevano allo sguardo di Figulo con un misto di apprensione e risentimento.
Ho detto: chiaro?, url.
S, signore, risposero debolmente le reclute.
FATEMELO SENTIRE BENE MALEDIZIONE!.
SISSIGNORE!.
Figulo annu. Cos va meglio, fece una pausa, poi si concesse un leggero sorriso. Ora, c' una buona ragione per cui le legioni vincono pi battaglie di chiunque altro. Qualcuno vuole dirmi quale?.
Le reclute si scambiarono sguardi vuoti. Alcuni sbatterono semplicemente le palpebre con espressioni bovine e spente.
L'addestramento!, tuon. Nelle legioni ci addestriamo pi duramente di chiunque altro. L'addestramento infinito  il motivo per cui Roma vince le proprie guerre, ed  cos che diventerete anche voi: una guardia reale degna di questo nome.
Fece un'altra pausa ritornando con il pensiero alle implacabili esercitazioni che aveva praticato a Gesoriaco. Durante il suo primo giorno di addestramento, aveva sentito tutta la forza della verga di vite del centurione istruttore dopo che aveva sbagliato a mettersi in formazione. Dopo la dolorosa introduzione alla disciplina, era stato costretto ad adattarsi velocemente ai severi standard richiesti dalle legioni. C'erano periodi in cui il centurione istruttore disperava, considerando la goffaggine di quel Gallo gigantesco e il suo aspetto sciatto e selvaggio. Ma Figulo aveva lavorato sodo e si era rifiutato di arrendersi. Ora era un orgoglioso soldato di Roma, un sottufficiale a soli diciannove anni e con la promessa di una promozione a centurione. Ma prima doveva portare a termine i suoi doveri al servizio del legato imperiale. Figulo distolse lo sguardo dalle reclute e si rivolse a Bellicano.
Possiamo cominciare. Partiremo con alcuni giri di corsa intorno al forte. Li riscalder per bene.
Bellicano si accigli: Corsa? Ma non dovremmo imparare a combattere, invece che correre in tondo?.
Imparerete a combattere quando avrete la forma fisica adatta. Figulo si pieg verso il britanno e abbass la voce. E un'altra cosa. Ti rivolgerai a me nel modo pi appropriato. Esattamente come chiunque altro della guardia reale.
Uno sguardo sorpreso attravers come un breve lampo il viso del nobile durotrigio, che apr la bocca per protestare. Poi ci ripens, serr le labbra e annu. Chiedo scusa... signore.
Meglio, sbuffando, Figulo si gir verso un legionario apparentemente molto giovane che gli stava accanto: Helva!.
S, signore, Gaio Arrio Helva si mise all'istante sull'attenti.
Helva era uno dei rimpiazzi arrivati di recente da Gesoriaco. C'era solo un anno di differenza tra Figulo e quel presuntuoso giovane legionario, ma l'optio si sentiva molto pi anziano di lui. Due stagioni di dure campagne contro terribili nativi dalla pelle tinta facevano quell'effetto ed era difficile credere che una volta era stato anche lui spensierato come il giovane Helva.
Fai fare al gruppo una corsa intorno al forte. Venti giri, ordin Figulo. Tieni un passo fermo, ricordati. Niente di troppo veloce. Non voglio che stramazzino al suolo, sogghign. Non ancora, comunque.
S, signore.
Figulo abbai le istruzioni ai Durotrigi che, un attimo dopo, partirono al trotto dietro al legionario, mentre lui seguiva un rozzo camminamento ripulito dalla neve e dal ghiaccio. Ben presto il gruppo di corridori britanni ansimava sforzandosi di stare dietro a Helva e rimase indietro. Figulo sembrava turbato mentre guardava le reclute barcollare intorno al perimetro del forte.
Non sar facile, disse a denti stretti.
Rullo annu: Quando mai lo , signore? Una cosa  certa, il nostro lavoro terminer solo quando questo gruppo sar all'altezza del proprio compito. Il veterano fece schioccare la lingua: Fottuti Britanni....
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CAPITOLO 2.
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Nelle settimane seguenti, Figulo e i suoi commilitoni lavorarono sodo con le reclute. Alle prime luci di ogni mattino i Durotrigi si mettevano in formazione sul campo di parata di fronte ai legionari istruttori e si riscaldavano con diversi giri del forte, seguiti da una serie di corse tra segnali colorati. Dopo una breve pausa per un bicchiere d'acqua e aceto e un tozzo di pane duro, Figulo li guidava in una marcia forzata oltre la palizzata. A ogni recluta veniva dato un giogo da marcia appesantito da una sacca di pietre, con l'ordine di tenere lo stesso passo dei legionari. Dopo un po' la colonna si allungava perch quelli meno allenati rimanevano indietro rispetto alla casta dei guerrieri. Eppure nessuno si dava per vinto e perfino il pi debole dimostrava una ferma determinazione, che impression il giovane optio.
Il nuovo anno era quasi alle porte quando Figulo si ritenne soddisfatto della loro forma fisica, e pass all'addestramento con le spade. Rullo sistem una serie di pali di legno da esercitazione lungo i due lati del campo di parata, ognuno alto come un uomo. In un paio di carri da trasporto lungo i margini dell'area c'erano spade di legno e scudi di vimini da distribuire alle reclute dopo l'adunata di quella mattina.
Ci sono due modi per abbattere un uomo in battaglia, spieg Figulo alle reclute mentre camminava su e gi lungo la riga. Il primo  quello che vi  stato insegnato fin da bambini - attaccare e spaccare in due il nemico in un combattimento uno contro uno. Questo va benissimo se siete gladiatori al circo o se state cercando una gloriosa morte in battaglia. Ma nelle legioni preferiamo che a morire sia il nemico. Ecco perch la nostra principale tecnica di attacco con la spada prevede l'uso della punta invece che del taglio.
Figulo allung la mano verso il basso lungo il fianco destro ed estrasse con disinvoltura il gladio dei legionari. Poi lo sollev sopra la testa affinch tutte le reclute potessero vederlo. La punta scintill minacciosa al pallido sole.
Questa  una spada da legionario, spieg. Come potete vedere,  pi corta di quelle con cui la maggior parte di voi ha combattuto. Se usata correttamente,  perfetta per uccidere.
Diviso tra l'entusiasmo del re per una guardia del corpo in stile romano e il bisogno di tranquillizzare i propri sottoposti, il legato imperiale aveva deciso che in materia di uniformi, la guardia personale del re sarebbe stata libera di vestire secondo gli usi nativi, ma l'equipaggiamento avrebbe previsto la tipica spada dei legionari e lo stesso scudo ovale degli ausiliari batavi. Quella decisione andava bene a Figulo, dal momento che non aveva mai usato la lunga spada celtica, ed era quindi molto pi a suo agio nell'addestrare gli uomini all'utilizzo di un'arma che sentiva quasi come una estensione del proprio braccio. Si avvicin al palo pi vicino e vi infil l'estremit della spada a media altezza.
Spaccare in due il vostro avversario potr forse essere spettacolare, ma un colpo deciso e ben assestato nei punti vitali  molto pi efficace, diede allora dei colpetti con la spada contro il palo. Pochi centimetri di acciaio affilato nello stomaco sono la vostra migliore scommessa. Ci sono per lo pi organi e poche ossa da rompere con la forza. Se colpite in questo punto il vostro avversario sar fuori gioco e con ogni probabilit morir per le ferite riportate.
Figulo fece una pausa per far sedimentare meglio quanto appena detto. In quello stesso momento ripens a quella disperata schermaglia che con i suoi uomini aveva combattuto qualche settimana prima nelle paludi nebbiose. Un guerriero durotrigio aveva infilzato allo stomaco Sesto Porcio Bleso. Figulo ricordava bene il viso dell'amico morente. Per l'optio la sua perdita aveva significato un duro colpo e alla fine della battaglia non si era perdonato di aver messo in pericolo i propri uomini. Ma non aveva avuto altra scelta. Torn a ripeterselo ancora una volta. Se non avesse recuperato le scorte di grano, i Durotrigi avrebbero sofferto la fame e, con ogni probabilit, sarebbe esplosa una rivolta contro Trenagaso che avrebbe fatto rimpiombare il regno nel conflitto. Il suo amico era morto, ma erano state salvate molte altre vite.
Ricordate, continu Figulo mentre si allontanava dal palo e ringuainava la spada. Infilzate il vostro nemico, non lo squartate. Puntate allo stomaco o alla gola e, diamine, tenete alto lo scudo per tutto il tempo. Attenetevi a queste regole basilari e avrete una migliore possibilit di difendere voi stessi e il vostro re.
Figulo si volt verso Rullo e gli fece segno di cominciare a distribuire le armi da addestramento. Il legionario tolse la copertura di cuoio dai carretti e url un comando agli altri istruttori, che iniziarono a distribuire alle reclute le spade di legno. Molti britanni reagirono sdegnati, a braccia conserte. Non sembravano affatto impressionati dalla corta spada romana.
Che succede con questo gruppo?, chiese Figulo, rivolgendosi a Bellicano e indicando le reclute con il pollice. Non vogliono imparare a combattere?.
Improvvisamente un urlo risuon dai ranghi e Figulo li pass in rassegna con lo sguardo fino a fermarsi su un uomo spaventosamente robusto, che aveva gettato a terra l'arma in un accesso d'ira. Sul suo torso nudo si delineavano i muscoli tesi, le braccia e il collo uniti dai tatuaggi tipici della loro trib. Quell'uomo si chiamava Andocommio, ricord l'optio. Uno della casta dei guerrieri.
Un silenzio teso cadde su tutte le reclute quando Figulo marci verso di lui. Era ben coscio che gli altri lo stavano guardando attentamente per vedere come avrebbe affrontato quella palese infrazione alla disciplina. L'optio si ferm di fronte ad Andocommio e indic l'arma ai suoi piedi.
Raccoglila, ordin.
Andocommio gli rivolse una smorfia e incroci le braccia sul petto muscoloso. Figulo not che aveva una cicatrice sporgente che gli attraversava il viso. Uno sguardo di odio assoluto gli brillava negli occhi scuri.
Perch dovrei, Romano?, disse con voce stridula. Tu ci insulti!, e con un gesto del braccio indic tutti gli altri guerrieri tra le reclute. Combattiamo da quando siamo nati e ora tu ci costringi a esercitarci con queste armi giocattolo? Dovremmo usare armi adatte!.
Gli altri guerrieri appoggiarono la sua protesta e Figulo percep il dissenso diffuso tra i ranghi. Tese i muscoli e si avvicin al viso di Andocommio, fissando l'oggetto della sua rabbia.
Ti eserciterai con quella spada fino a che io non dir diversamente, ringhi puntandogli un dito al petto.
E per quale motivo? Per farmi insegnare a combattere come se fossi un bambino?. Uno scoppio di risate risuon tra le altre reclute. Il guerriero sput. Non c' onore nel modo in cui combattete voi Romani.
Figulo lo guard in cagnesco. Pensi di essere tanto bravo da non aver bisogno di addestramento, eh? Allora dimostralo.
L'optio si tolse il mantello militare e prese una delle spade da addestramento dal carro. Il guerriero, con un sorriso crudele sulle labbra, si chin a raccogliere la spada e si prepar allo scontro. Nello stesso istante le altre reclute e gli istruttori indietreggiarono, formando una sorta di cerchio intorno ai due uomini e lasciando loro spazio. Figulo strinse la presa sulla spada di legno. L'arma era volutamente costruita per pesare il doppio di quella vera. In quel modo in allenamento una recluta avrebbe sviluppato la forza necessaria per brandire agevolmente la spada vera in battaglia senza stancarsi.
Con un ringhio sprezzante Andocommio si lanci su Figulo, roteando la spada a compiere un ampio arco verso il collo dell'avversario. Figulo si prepar velocemente e blocc il colpo con la propria spada. I due legni tremarono per il tremendo impatto e il contraccolpo si trasmise lungo tutta la lunghezza del braccio. Andocommio lo attacc una seconda volta e Figulo, sorpreso dalla rapidit di movimento, si trov a dover indietreggiare di qualche passo mentre l'avversario sferrava colpi selvaggi a ripetizione, tra il sostegno e l'incitamento degli altri guerrieri. Figulo blocc ogni attacco, piantando bene i piedi nella polvere e osservando attentamente l'avversario.
Andocommio prese fiato, poi attacc di nuovo, stavolta indirizzando il colpo alla base della gola. Il gallo cap la sua intenzione e scart velocemente il colpo poi, spingendo sui talloni, avanz verso l'avversario inebetito colpendolo al volto con l'elsa della spada. Ci fu uno schiocco secco, come un rametto che si spezzava, e Andocommio barcoll subito all'indietro, gemendo mentre il sangue scorreva liberamente dalle narici verso il mento.
Infuriato, grugn e scosse la testa. Il petto si alzava e si sollevava visibilmente, il viso stravolto dall'odio. Ringhi e attacc Figulo, ma il suo colpo fu goffo e l'optio lo par facilmente con un abile colpo di spada. Allora Figulo si slanci in avanti, e port la punta arrotondata della sua spada allo stomaco di Andocommio prima che quest'ultimo avesse tempo di reagire. Ci fu un colpo sordo quando lo colp all'altezza del diaframma. Spalanc la bocca e si pieg all'altezza della vita, prima di crollare in ginocchio tra rantoli sonori di incredulit dei guerrieri inorriditi, incapaci di accettare il fatto che l'orgoglioso durotrigio fosse stato sconfitto da un sottufficiale romano.
Figulo distolse lo sguardo dai Britanni sconcertati e alz la spada da addestramento, soddisfatto della propria dimostrazione.
Qualcun altro ha problemi a usare questa spada?, la sua voce aspra echeggi attraverso il campo di parata. Le reclute lo fissavano in un silenzio incredulo. Bene, adesso al lavoro!.
I legionari ritornarono ai propri gruppi di addestramento per iniziare le esercitazioni. I guerrieri presero riluttanti le spade e presto l'aria ghiacciata dell'inverno si riemp dei colpi monotoni delle spade che battevano contro i pali.
Davvero ben fatto, signore, comment Rullo quando Figulo si ritir oltre il bordo del campo per supervisionare l'addestramento. Dovrebbe bastare a tenere a bada gli altri bastardi. Almeno per un po'.
Speriamo, replic Figulo.
Sospir profondamente. Era gi abbastanza duro addestrare quelle riluttanti guardie del corpo. Ora si sarebbe dovuto preoccupare anche di Andocommio. Essendo gallo di nascita, conosceva il carattere dei Celti molto meglio dei suoi commilitoni. La pubblica umiliazione di Andocommio era stata necessaria per placare ogni tipo di dissenso tra le altre reclute, ma il guerriero avrebbe sicuramente cercato di vendicare l'onore ferito e Figulo prese mentalmente nota di guardarsi le spalle.
Per il resto del mese le reclute svolsero la stessa routine. Al mattino l'addestramento alla spada, con infinite esercitazioni di base sul modo di colpire, schivare e bloccare sotto l'occhio attento dei legionari istruttori. Nel pomeriggio ricevevano gli scudi di vimini e, a coppie, venivano istruiti da Figulo e dai legionari sui principi di attacco e difesa nelle schermaglie, nonch nelle formazioni semplici.
Addestrare quei nativi si rivel un'esperienza frustrante per Figulo. La maggior parte dei Britanni era abbastanza dura e possedeva forza brutale in abbondanza. Ma non appena Figulo cerc di insegnare una sorta di combattimento coordinato, essi si rivelarono assolutamente senza speranza. Solo quando si arriv alle esercitazioni con la spada dimostrarono qualche entusiasmo, ma anche l erano riluttanti a esercitarsi nello stile che Figulo aveva illustrato, continuando invece a colpire i pali di addestramento come se brandissero una mannaia da macellaio. Soprattutto i guerrieri erano particolarmente recalcitranti. Non importava quante volte Figulo avesse tentato di far loro capire che quindici centimetri di punta erano pi efficaci di un colpo di taglio: quelli si rifiutavano di dargli retta. Non era semplice incapacit a brandire correttamente una spada, pensava Figulo, era pura testardaggine celtica.
Con il passare delle settimane l'inverno allent la propria morsa e, quando la temperatura si fece pi tiepida, la neve prese a sciogliersi. Un flusso costante di mercanti e commercianti inizi ad arrivare a Lindinis. C'era ancora molta strada da fare, ma per la prima volta da quando aveva messo piede nel regno, Figulo inizi a pensare che ci fosse una possibilit di pace in quella nuova provincia. Raddoppi quindi i propri sforzi nell'addestrare i suoi uomini, determinato a far s che i piani del re di romanizzare il regno non venissero messi in pericolo da una guarda reale inefficace. Ma fece ben pochi progressi e cominci a disperare di riuscire ad addestrare quelle reclute a un livello accettabile.
Per la centesima, maledetta volta, stai cercando di uccidere il tuo nemico, non di fargli il solletico!, url Rullo a una delle reclute quando aveva colpito fiaccamente il palo di legno con la spada. Colpisci di nuovo e stavolta mettici un po' di fottuto sforzo!.
Un gruppo di passaggio di ausiliari in licenza aveva notato le reclute affannarsi intorno ai pali e si ferm a guardare l'addestramento, sorridendo con divertimento. Tra loro, il centurione Vespillo applaud a una recluta che sferr un altro colpo di lama contro il palo.
Bel lavoro, ragazzi!, grid il centurione agli istruttori. Questi qui faranno cagare sotto i druidi.
Coglione, mormor Figulo tra s e s mentre gli altri Batavi si allontanavano ridendo. Rullo scosse la testa.
Il centurione ha ragione. Questo gruppo  troppo grezzo. Non mi fiderei di fargli fare la guardia a un sedile al Circo Massimo, figuriamoci al re.
Figulo annu. Ci vorr molto pi tempo di quanto avessi sperato.
Rullo grugn e sput a terra. Troppo tenero, signore. Saremo ai Saturnalia quando avremo finito di addestrare questa massa di idioti capelloni. Una cosa te la dico, per.
Cosa?.
Se i druidi scoprono che il re ha questo bel gruppo a fargli la guardia, si metteranno in fila per infilzarlo con un pugnale.
Alla fine della giornata di addestramento le reclute vennero guidate per una rapida marcia intorno al forte fino a che il sole non cal dietro la palizzata. Allora venne loro distribuita la razione serale di cibo, prima che potessero trascinare le membra esauste nelle baracche. Rullo ed Helva si diressero all'accampamento per bere qualcosa. Figulo arranc verso il quartier generale per fare rapporto al legato imperiale. Il cielo si era scurito nel corso del pomeriggio e le prima gocce di pioggia picchiettavano sulle tegole di legno e terracotta degli edifici del quartier generale quando, scambiato il saluto con la sentinella, entr nell'edificio.
Numerio Scilla sedeva al tavolo nelle sue stanze, con un'espressione di profonda concentrazione mentre si piegava sui progetti di un ampio edificio, chiaramente tracciati su un foglio di vello. Fiamme basse danzavano sui ceppi tagliati a met nel piccolo focolare all'angolo della stanza, riflettendosi sui lineamenti stanchi del legato imperiale e sui capelli ingrigiti. Dopo una pausa, il legato sollev lo sguardo verso Figulo con un sorriso tirato.
Dimmi pure, optio. Come procede l'addestramento? Bene, spero.
Figulo arricci le labbra; il legato era uno della ghenga di consiglieri di Claudio incaricato della gestione quotidiana dell'impero. Come tale, Scilla aveva considerevole potere e notevole influenza all'interno del palazzo imperiale. Era il motivo per cui non faceva un segreto del suo sdegno per essere stato mandato in Britannia ad assistere alla costituzione dell'amministrazione della nuova provincia. Non era il genere di uomo che Figulo si sarebbe mai permesso di contrariare.
Alcuni uomini si stanno addestrando abbastanza bene, rispose, saranno delle guardie del corpo accettabili. Per il resto,  difficile dirlo. Sono uomini duri, ma fargli accettare il nostro modo di combattere  un lavoraccio.
Lo so, Scilla fiss Figulo. Ma suppongo che dovranno farlo.
Cosa vuoi dire?, chiese accigliato Figulo.
Trenagaso verr al forte domani mattina per controllare di persona le reclute. Una volta portata a termine l'ispezione, inizieremo a predisporre il passaggio di consegne per gli incarichi della nuova guardia reale. Gli ausiliari che attualmente lo scortano ritorneranno alla guarnigione. Ho gi discusso i dettagli con il prefetto Cosconiano. Sar lui a equipaggiare i nativi con le armi del deposito del forte.
Figulo scosse la testa: Gli uomini non sono ancora pronti. Certo, li abbiamo resi pi prestanti, ma a malapena distinguono un'estremit del gladio dall'altra.
Eppure  fondamentale che la guardia reale inizi il proprio lavoro. Fin quando il re rester sotto la protezione dei Romani non si salver dalle accuse di essere il nostro burattino, Scilla fece balenare un sorriso freddo. E non  questo che vogliamo, vero?.
Figulo serr la mascella frustrato: No, rispose laconico.
E poi, quanto dura potr mai essere? A quei pazzi viene richiesto semplicemente di buttarsi davanti a chiunque tenti di ferire il re. Non  cos difficile, neanche per loro. Con un po' di fortuna alle guardie non verr richiesto nemmeno questo. Il regno di Trenagaso ha avuto un avvio un po' traballante, ma la situazione ha iniziato a calmarsi, ora che abbiamo evitato la crisi del grano. Le nostre riserve di cibo sono ancora un po' scarse, ma i locali non soffriranno la fame. Questo dovrebbe farci guadagnare un po' di tempo per apportare i necessari cambiamenti e rimettere in riga i nativi.
Quali cambiamenti?, chiese Figulo.
Dobbiamo far s che il re presenti ai propri sudditi i benefici della civilizzazione romana. Niente di troppo difficile. Non vogliamo portarli al limite. No, per ora ci sar un afflusso costante di merci e cultura romana nel regno. L'aristocrazia nativa adotter le nostre usanze con la consueta brama, naturalmente. E poi ci sar il nuovo palazzo reale, Scilla accenn alla mappa. Ho appena approvato il progetto. Sar il glorioso coronamento del suo regno. Un simbolo della potenza e della ricchezza lasciate in eredit a quelli che si alleano con Roma.
Figulo alz le spalle: Se lo dici tu. E i druidi della Luna Nera? Sono sempre una minaccia.
La setta fanatica dei druidi aveva rappresentato un pericolo costante da quando i Romani si erano insediati nel regno durotrigio, trucidandone i capi e costringendo i sacerdoti a ritirarsi nelle paludi con i seguaci superstiti. Figulo ritorn con la mente a quando, l'anno prima, si erano imbattuti in un deposito clandestino di armi nelle paludi - una fornitura sufficiente ad armare un esercito pi grande di tutta la guarnigione ausiliaria locale.
Scilla si mise in bocca un pezzo di pane, spargendo le briciole sul progetto. Ultimamente se ne sono stati tranquilli, rispose vagamente mentre masticava il cibo. C' stata quella strana incursione sulle nostre linee di rifornimento, naturalmente. Niente di troppo inconsueto, per.
Figulo si gratt la mascella ispida: Strano che i druidi siano rimasti silenti, non credi?.
Forse. Ma  pi verosimile che abbiano semplicemente abbandonato l'idea di minare il nostro regime. Dopotutto hanno gi fallito l'uccisione di Trenagaso per due volte. Magari hanno perso le speranze.
Non  da druidi, per me. Quelli non si arrendono mai. Muoiono, piuttosto che ammettere la sconfitta a vantaggio di Roma.
Scilla ignor le preoccupazioni dell'optio con un gesto della mano. Molti nemici hanno avuto le loro stesse intenzioni e hanno fallito. I druidi della Luna Nera sono semplicemente gli ultimi ad aver scoperto che non si pu battere il potere di Roma, sorrise debolmente, e comunque non terranno pi il regno sotto minaccia.
Come mai?, chiese Figulo.
Tre giorni fa ho ricevuto un dispaccio dalla guarnigione della Seconda Legione di Calleva. Siamo in attesa di rinforzi nei prossimi giorni.
Era ora. Di quanti uomini si parla?.
Due coorti della Seconda, pi alcuni rimpiazzi per riportare a regime la coorte ausiliaria. Scilla sorrise soddisfatto: A quanto pare finalmente le mie richieste sono state accolte. Adesso saremo finalmente in grado di annientare le ultime sacche di resistenza sul territorio durotrigio.
Figulo concord. C'erano quattrocentootto uomini in una coorte di legionari. La parte migliore di un migliaio di soldati scelti di Roma avrebbe sconfitto facilmente la feccia della resistenza dei nativi e portato la pace tra i Durotrigi nel prossimo futuro. Figulo sorrise sollevato. Una volta ristabilito l'ordine sarebbe finalmente potuto tornare dai compagni a Calleva. Gi non vedeva l'ora di godere dei piaceri che avrebbe trovato nel grande villaggio insediato proprio fuori dal forte dei legionari. Forse avrebbe imparato anche uno o due nuovi trucchi di magia da uno dei prestigiatori itineranti che intrattenevano folle di soldati ubriachi per le strade.
Scilla si schiar la voce e continu: Nel frattempo dovremmo provare a localizzare la base operativa dei druidi.
Un po' di fortuna?, chiese Figulo.
Nessuna. Cosconiano ha mandato i propri uomini a perlustrare le paludi in cerca di qualsiasi traccia del nemico. Ma finora non abbiamo trovato niente.
Figulo fischi tra i denti. Io ci sono stato in quelle paludi. Si estendono per miglia e miglia ed  impossibile vedere a pi di venti passi di distanza. Onestamente, ci potresti nascondere un intero esercito e non riuscire pi a ritrovarlo.
Infatti. Ecco perch  importante che riusciamo a smascherare il traditore vicino a Trenagaso.
Figulo aggrott la fronte. La possibilit che tra gli uomini vicini al re ci fosse un traditore non faceva che ricordargli l'esistenza delle cospirazioni che ancora tenevano in scacco Lindinis.
Scilla prosegu: Chiunque abbia avvisato i druidi che avevamo scoperto il loro arsenale sa perfettamente dove si nascondono i loro guerrieri. Chi altri avrebbe potuto metterli in guardia?.
Figulo si gratt il mento mentre un pensiero si faceva lentamente strada nella sua mente: Quindi il traditore - chiunque sia - ci porter dritti ai druidi della Luna Nera?.
Precisamente. Scilla si accomod con la schiena contro la poltrona, gli occhi leggermente lucidi mentre proseguiva, Una volta individuato il traditore riusciremo a scoprire esattamente dove si trovano i druidi. Allora saremo liberi di distruggerli e porre fine una volta per tutte alle nostre preoccupazioni in questo regno di ignoranti.
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CAPITOLO 3.
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C'era aria di eccitazione la mattina seguente nel forte, mentre le reclute si affannavano intorno ai loro pali. La notizia dell'imminente arrivo del re si era sparsa velocemente tra i ranghi e ogni recluta sferrava colpi al proprio palo di addestramento con rinnovato vigore, nell'ansia di fare una buona impressione sull'uomo che presto avrebbe avuto incarico di proteggere. Perfino Andocommio sembrava concentrare sul palo tutte le proprie energie, not Figulo. Lungo la strada un paio di ausiliari erano intenti a riparare i danni causati dalla violenta tempesta che aveva imperversato la notte precedente. La pioggia battente aveva lavato via buona parte delle nevicate dei giorni precedenti, delle quali ora non erano rimaste che poche chiazze in mezzo a enormi pozzanghere e fango compatto.
Figulo controllava le reclute con un persistente senso di disagio. Considerava piuttosto pericoloso mettere la vita del re nelle mani di una guardia di nativi addestrati solo a met. Ogni segnale di incompetenza tra le guardie avrebbe potuto persuadere i nemici di Trenagaso ad attentare nuovamente alla sua vita, ma Bellicano era convinto che le reclute si sarebbero dimostrate all'altezza del proprio compito non appena avessero iniziato.
Tutti i miei compagni hanno giurato con il sangue di proteggere il re, spieg quando affianc l'optio nel controllare gli uomini sul campo di parata. Faranno di tutto per mantenere Trenagaso al riparo da ferite, anche se ci richiedesse sacrificare la propria vita. Non oseranno coprirsi di disonore mancando ai propri doveri.
Anche se alcuni di loro vorrebbero vederci banditi per sempre dal tuo regno?, chiese Figulo inclinando il capo a indicare Andocommio.
Bellicano lanci uno sguardo alla recluta e sorrise debolmente:  comprensibile che Andocommio nutra del risentimento verso Roma. Ha perso tutta la sua famiglia quando la tua legione ha invaso le nostre terre e attaccato i nostri forti in collina. In quell'occasione morirono anche molti dei suoi compagni.
Molto male, rispose Figulo piatto.  il prezzo da pagare per aver seguito i druidi. Andocommio ha scelto di combattere dalla parte sbagliata. Dovrebbe baciare il culo della Fortuna per essere ancora in grado di respirare.
Il nobile durotrigio scosse la testa: Non  cos semplice, anzi. Andocommio non era dalla parte della Luna Nera. A conti fatti, molti guerrieri sono stati obbligati a combattere contro la propria volont.
C' sempre una possibilit di scelta. Nessuno ha messo loro la spada alla gola per costringerli a brandire le armi contro l'imperatore. Non avrebbero dovuto combattere contro di noi.
Allora temo che tu non comprenda i druidi della Luna Nera, replic freddo Bellicano. Chi di noi ha sfidato i sacerdoti lo ha pagato a caro prezzo, romano.
Figulo lo guard: Li odi davvero, non  cos? I druidi.
Solo la setta della Luna Nera. La maggior parte della nostra trib  fedele al culto pi vasto. Il nostro credo  sempre stato al centro della vita delle nostre trib fin dall'alba dei tempi. Ma la setta della Luna Nera ... diversa. Sono intolleranti. Insistono a dire che Cruach, il nostro dio della guerra,  arrabbiato perch le sue terre sono state profanate da Roma. E che  sacro dovere di ogni trib in Britannia versare il sangue dell'invasore.
Credevo che tutti i druidi la pensassero cos.
Non pi ormai, rispose Bellicano a voce bassa. Ci sono altre sette che parlano di stabilire la pace con Roma.
Balle! I druidi non si arrenderanno mai.
Non ho parlato di arrendersi, si accigli il Durotrigio. Un giorno i druidi potrebbero fare richiesta di pace. Anche il loro odio per Roma ha un limite. Ma i sacerdoti della Luna Nera non faranno mai una cosa del genere. Hanno giurato di ottenere la totale distruzione della tua legione, a ogni costo. Lo so perch ho visto la loro crudelt con i miei occhi....
Che strano, intervenne Figulo. Pensavo che fossi scappato da Lindinis quando i druidi sono usciti allo scoperto.
Bellicano scosse la testa: All'inizio no. Sono stato prigioniero nel forte della collina per qualche giorno prima di riuscire a scappare. Ci che ho visto non si dimentica facilmente, romano.
Cosa accadde?
I druidi raccolsero, villaggio per villaggio, tutti gli uomini che li contrastavano, compreso mio padre. Fecero centinaia di prigionieri in lungo e in largo nel regno, nonch tra i commercianti del tuo impero. Ci legarono le mani e ci portarono al forte sulla collina. I sacerdoti dichiararono che avremmo sofferto per aver tradito Cruach. Fu allora che inizi il massacro.
Bellicano si ferm e chiuse gli occhi. Rabbrivid a quel doloroso ricordo. Dopo un attimo, riapr gli occhi e riprese.
Le uccisioni durarono ore. Uomini, donne, bambini... non risparmiarono nessuno. Ho visto con i miei occhi mio padre implorare piet quando i druidi gli squarciarono lo stomaco tirandone fuori le interiora. Ad altri tagliarono mani e piedi e i corpi furono scarnificati. Tuttora mi sembra di sentire le urla di chi moriva. Quando ebbero terminato, i cadaveri furono gettati nel fosso sotto il forte per la gioia dei cani selvatici. Chi di noi rest in vita venne portato al cospetto dei druidi dove ci venne detto che saremmo stati sacrificati il giorno successivo, bruciati vivi in una gabbia di legno. Quella notte riuscii a liberarmi e scappare, abbass il capo e rimase in silenzio. Gli altri non ebbero la mia stessa fortuna.
Figulo rabbrivid. Da quanto era in Britannia aveva ascoltato molte storie raccapriccianti sui druidi e sui loro metodi crudeli: offrire in sacrificio prigionieri romani per compiacere i propri di e bruciarli vivi in enormi sagome umane di vimini. Ma questo era molto pi oscuro e sinistro. Era stato un massacro arbitrario di nativi che avevano mancato di rispetto ai metodi di culto della Luna Nera.
Ecco perch daremo la vita per difendere il re, continu poi Bellicano dopo aver recuperato il proprio contegno. E s, anche uomini come Andocommio. Non per chiss quale grande fedelt a Roma, ma perch l'alternativa  troppo terribile per essere presa in considerazione. Se il nostro re muore, non rester niente a impedire ai druidi della Luna Nera di decidere delle nostre vite.
Roma non lascer che questo accada, ribatt Figulo battendo il pugno sul palmo della mano. Le legioni fermeranno i druidi prima che prendano il sopravvento.
Vorrei avere la tua stessa sicurezza. Ma la verit  che senza Trenagaso non c' alleanza con Roma. Non c' un ovvio successore del re, nessun parente nativo.
E sua figlia?.
Bellicano ridacchi: Ancasta? Regina dei Durotrigi? Il consiglio degli anziani non lo accetter mai. Non siamo certo il popolo dei Briganti. Non c' alcuna possibilit che venga permesso a una donna di governarci. No. Se Trenagaso morir i druidi sfrutteranno l'incertezza e riprenderanno il controllo. E allora nemmeno Roma li fermer, temo.
Non ce ne andremo mai dal vostro territorio, insist Figulo, Non dopo che cos tante vite sono andate perdute nella conquista della nuova provincia.
Bellicano rise e scosse la testa lentamente. Voi Romani! Sempre cos sicuri nella vittoria, anche quando gli di non vi sono favorevoli. Ma non potete sapere cosa riserva il futuro. Fin quando Calumo continuer a ispirare i propri seguaci, non c' niente di certo.
Calumo?.
Bellicano annu: Ne avrai sicuramente sentito parlare. Quello che chiamano il Sacerdote del Sangue.
Figulo annu nel ricordare una precedente conversazione avuta con Scilla. Dopo essere stata torturata, una spia dei druidi aveva rivelato il nome di un giovane sacerdote alla guida della setta della Luna Nera: Perch lo chiamano il Sacerdote del Sangue?
Perch sacrifica i propri nemici agli di prima della battaglia. Per spronare i suoi uomini alla vittoria, dicono. I suoi seguaci sono fanatici violenti, troppo estremisti perfino per la setta dei druidi. Si dice che Calumo sia stato catturato e torturato dai Romani. Il suo viso  stato bruciato e orribilmente sfigurato prima che riuscisse a scappare. Ecco perch brucia vivi tutti i soldati che cattura. Per vendetta. Alcuni pensano che sia un folle farneticante. Altri che sia il vero portavoce di Cruach.
E tu cosa pensi?.
Bellicano diede un'alzata di spalle. Quello che penso io non importa. Ma se c' Calumo alla guida della setta dei druidi della Luna Nera, Roma ha molto da temere.
Figulo stava per replicare quando una sorta di rumoroso mormorio rimbomb attraverso il forte. Si allontan da Bellicano e vide spalancarsi la rozza porta squadrata di legno. Diversi uomini a cavallo entrarono al trotto, guidati da un uomo alto, con i capelli neri, che cavalcava un destriero bianco appena strigliato.
Trenagaso attravers al trotto il campo di parata, fiancheggiato dalla guardia ausiliaria e seguito dalla cerchia ristretta di consiglieri, tutti risplendenti nel loro abbigliamento colorato, con fibbie e monili. Il re tir le redini e fece fermare il cavallo. Quando smont, Scilla apparve dalla zona del quartier generale e si affrett a porgere i propri saluti al sovrano.
Maest, si inchin il legato.  un onore vederti, come sempre. Confido che tu stia bene.
Abbastanza caro amico!, replic Trenagaso in un latino fluente. Il sorriso accentu le rughe agli angoli degli occhi. Nonostante gli sforzi del dio dei tuoni la notte scorsa!.
Il legato si accigli guardando le pozzanghere che rilucevano sul sentiero principale. Quasi un nubifragio, concordo.
Ma bene, non lasciamo che il tempo inumidisca i nostri animi! Da quanto ne so stanno per iniziare i lavori della mia nuova residenza reale.
Esatto, maest. I progetti sono stati approvati dall'ufficiale di governo e gli ingegneri inizieranno i lavori a breve.
Ottima notizia.  ora che io abbia una residenza degna di questo nome. Quella semplice villa che Cogidubno si era costruito da s impallidir al confronto con il mio palazzo!.
C'era un guizzo di orgoglio nei suoi occhi mentre parlava, e non era la prima volta che Figulo si chiedeva se i Durotrigi sarebbero davvero stati meglio sotto quel nuovo re alleato dei Romani. Aveva visto a che prezzo le altre trib britanne erano state incorporate nella nuova provincia, come l'aristocrazia era diventata sempre pi grassa e ricca, ingraziandosi i Romani, mentre il resto della popolazione era rimasta in disperata povert, riuscendo a malapena a sfamare le proprie famiglie.
Il legato si gir verso l'ufficiale in carica della temporanea guardia reale, un Batavo attempato dalla folta barba. Aveva gli occhi profondamente infossati nelle orbite, il braccio muscoloso.
Confido che non ci siano stati problemi, centurione Tuditano, si inform Scilla.
Tuditano si irrigid: Nessuno, signore. Anche se alcuni locali si sono lamentati per i danni alle case provocati dalla tempesta di ieri notte.
Trenagaso fece un verso di indignazione: Onestamente, non sono che pochi danni a qualche tetto e ad alcuni ricoveri per le bestie, mai i miei sudditi se ne lamentano fortemente. Un tratto negativo della nostra gente, temo. Magari uno dei tuoi ingegneri potrebbe dare un'occhiata ai danni, che ne dici, Scilla?.
Il legato imperiale fiss il proprio sorriso sul re: Naturalmente, maest.
Il resto degli uomini a cavallo era disceso dalla collina e se ne stava intorno a re. Tra i nobili e gli anziani della trib Figulo not una bellissima giovane in un lungo abito invernale ed ebbe un tuffo al cuore alla vista di Ancasta, la figlia del re. I suoi splendenti occhi azzurri si fermarono su di lui.
Mia signora, salut Figulo,  un piacere.
Ancasta fece un gesto di saluto con il capo: Optio.
C'era un lieve gelo nel tono della sua voce, di cui Figulo si meravigli. Prima che potesse rispondere, lei si era voltata e Trenagaso batt le mani.
Ora, dunque, optio. Saresti cos gentile da presentarmi la mia nuova guardia reale?.
S, maest, rispose questi velocemente, scacciando dalla mente le proprie considerazioni su Ancasta, Seguimi, prego.
Bellicano si un a Figulo, che guid il re sul lato del campo di parata, con il vasto seguito pochi passi dietro. Figulo distolse l'attenzione del sovrano dalle reclute pi scarse lodando invece le qualit della casta dei guerrieri. All'inizio Trenagaso sembr piuttosto entusiasta delle proprie guardie del corpo, fermandosi di tanto in tanto per chiedere qualche particolare dettaglio del loro addestramento e fingendo interesse per le risposte dell'optio. Ma dopo un po' il re si mise a parlare con Bellicano di questioni amministrative o altro, e Figulo si ritrov a camminare pochi passi dietro di loro, accanto ad Ancasta. La figlia del re rimase in silenzio per un po'. Quindi si volt verso di lui e si schiar la gola.
Mi dispiace di essere stata scortese con te, optio, disse alla fine, a bassa voce in modo che Trenagaso non potesse sentire.
 per qualcosa che ho detto, mia signora?.
Certo che no, rispose rivolgendogli il suo sguardo affascinante. Ti sono grata per tutto ci che hai fatto per mio padre. L'hai salvato da un coltello assassino, dopo tutto. Mio padre sar sempre in debito con te... e anche io.
E allora cosa c', mia signora?.
Ancasta chiuse gli occhi e guard altrove. Quando alla fine parl, c'era amarezza nella sua voce. Ho paura, optio. Da quando sono tornata qui con mio padre. Ha nemici da ogni parte.  ovvio che la gente lo odi e che i druidi lo vogliano morto. Anche se la mia preoccupazione principale  per mio padre, temo anche per me stessa. Non puoi essere la figlia di un re esiliato senza vivere la tua bella parte di pericoli.
Deve essere dura vedere tuo padre minacciato in questo modo.
Non  diverso per il tuo imperatore Claudio, immagino. Da quanto ho sentito sono molti a Roma che lo vorrebbero destituito, sospir e scosse la testa. Perdonami. Tutto questo parlare di morte e cospirazioni  piuttosto deprimente. Presumo che presto ci lascerai, optio, ora che la nuova guardia reale di mio padre  quasi pronta.
Figulo fece un'alzata di spalle. Suppongo di s, signora. Torner a Calleva con i miei uomini. Per lo meno fino a che la neve non si scioglier e inizier la prossima stagione di campagne.
Ancasta annu: Sar un peccato vederti andar via. Mio padre apprezza molto tutto quello che hai fatto per lui. Lo apprezziamo entrambi, sorrise dolcemente. A proposito. Ho trovato questo, immagino che appartenga a te.
Allung una mano nella tasca e ne tir fuori un piccolo amuleto d'argento raffigurante la dea Fortuna. Ancasta glielo premette sul palmo.
Il mio amuleto portafortuna!, esclam Figulo. L'ho cercato ovunque. Dove lo hai trovato?.
Nella sala reale. L'ha trovato uno degli schiavi. Ti deve essere caduto mentre eri di scorta a mio padre.
Figulo studi l'amuleto. Era stato piuttosto danneggiato nei due anni in cui lo aveva portato con s attraverso le paludi e il fango della Britannia ed era graffiato e ammaccato. Lo strinse nel palmo della mano e fece un gesto di apprezzamento ad Ancasta.
Grazie, mia signora.
Lei gli sorrise di nuovo mentre lo metteva via. Davanti a loro Trenagaso si ferm improvvisamente alla fine del campo di parata. Poi si gir per fare un cenno a quelli che lo seguivano.
Straordinario davvero, dichiar a Scilla mentre si stirava la barba perfettamente tagliata. Vedo che i tuoi hanno addestrato bene questi uomini.
Molto gentile da parte tua, maest.
Possono iniziare subito, presumo.
Prima che il legato potesse replicare ci fu un trambusto alla porta principale. Figulo si gir per vedere meglio; not un esploratore a cavallo entrare al galoppo e tirare le redini, un attimo prima di scivolare gi dalla sella e scattare in direzione degli edifici del quartier generale. Subito dopo il prefetto Cosconiano arriv di corsa attraverso il campo di parata, armeggiando con i lacci del proprio elmo crestato. Disse bruscamente qualcosa al centurione di servizio che marciava al suo fianco, un attimo prima che questi scattasse in direzione delle baracche. Scilla e Figulo avanzarono verso il prefetto per capire cosa stesse succedendo, lontano dalle orecchie dei Durotrigi.
Che succede?, chiese il legato.
Il nemico  uscito in forze dalle paludi, annunci Cosconiano animatamente. Stando a quanto hanno riferito gli esploratori quei bastardi dipinti hanno attaccato un convoglio di rifornimenti sei miglia a sud da qui, non lontano dal vecchio forte in collina.
Quanti sono, signore?, chiese Figulo.
Gli esploratori dicono non pi di un centinaio. Niente cavalli n carri. Se partiamo subito possiamo tagliargli la strada prima che spariscano di nuovo nella paludi.
Potrebbero essersi gi ritirati, disse Scilla.
Cosconiano ci pens poi scosse la testa: Possiamo ancora prenderli. Saranno carichi del bottino del convoglio e quindi si muoveranno pi lentamente dei miei uomini. Non c' tempo da perdere, ho bisogno di tutti gli uomini disponibili.
Il legato fece un gesto con la mano a Figulo. In questo caso, prendi l'optio e i suoi uomini con te. Avevano comunque terminato l'addestramento qui.
Bene, rispose bruscamente Cosconiano. Possono unirsi al centurione Ambusto della Prima Centuria. La sua unit  a ranghi ridotti e potrebbero utilizzare le spade in pi.
E il re?, chiese Figulo, Chi lo scorter?.
Scilla mosse una mano in direzione del campo di parata: Sono certo che Bellicano e i suoi uomini saranno all'altezza del compito. Quanto meno Trenagaso sembra abbastanza soddisfatto di loro. Gli ausiliari che lo hanno scortato finora possono tornare immediatamente alla guarnigione. Torn a guardare Cosconiano e aggiunse con tono di voce fermo: C' solo un'altra cosa.
Cosa?.
Prendete qualche prigioniero vivo. Sciogliere la lingua di uno o due di loro potrebbe essere la strada migliore per trovare la fortezza dei druidi e porre fine al loro piccolo culto violento.
Cosconiano annu. Naturalmente. Prender quanto pi bottino di guerra possibile. Potessi almeno tornare dalla Britannia con qualcosa di tangibile degli anni che ho perso in questo luogo. Il prefetto smise di sorridere e spost lo sguardo su Figulo.
Fai rapporto alle baracche, optio. Ci metteremo in formazione e ci muoveremo subito.  ora di impartire a quella feccia di druidi e ai loro seguaci una lezione che non dimenticheranno pi finch avranno vita.
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CAPITOLO 4.
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Il sole stava scomparendo dietro un fitto strato di nubi quando, un attimo dopo, gli ausiliari batavi uscirono marciando dalla porta orientale del forte. Figulo e i suoi legionari presero posizione nei primi ranghi della Prima Centuria mentre il prefetto Cosconiano cavalcava pochi passi avanti. Le restanti tre centurie marciavano a seguire. Cosconiano non aveva avuto scelta e si era lasciato alle spalle, a guardia del forte, solo un pugno di uomini delle scarne Quinta e Sesta Centuria. Poco dopo la partenza della coorte, Bellicano e le sue guardie del corpo ricevettero gladi e scudi ovali dai depositi del forte e scortarono Trenagaso di ritorno al quartiere reale di Lindinis.
La colonna romana segu un percorso scosceso a sud attraverso gli insediamenti dei nativi, una vasta recinzione eretta su un terreno pianeggiante, circondata da un fossato esterno, all'interno della quale sorgeva una fortificazione culminante in una palizzata. Le chiazze di neve sparse brillavano ancora in mezzo alla fanghiglia e i piedi dei soldati, che marciavano a passo deciso, sguazzavano nel terreno fradicio. Figulo volse lo sguardo a ovest e vide stendersi a poche miglia di distanza i margini delle paludi, contornate da una serie di colline basse e irregolari e alberi rinsecchiti. Si irrigid automaticamente al pensiero della banda dei druidi che si appostava da qualche parte oltre la nebbia. Se Bellicano aveva ragione e i druidi della Luna Nera non si fossero mai arresi, allora c'era una sola via d'uscita: una battaglia fino alla morte, fino a che l'ultimo sacerdote non fosse stato ucciso e l'ultimo boschetto sacro raso al suolo.
Dopo circa cinque miglia arrivarono all'inizio di una vallata tra due colline boscose. Luogo perfetto per un'imboscata, si trov a pensare Figulo. Cosconiano sollev una mano e ordin alla coorte di fermarsi. Gli uomini obbedirono, spossati dalla fatica di quella marcia forzata, con il respiro pesante che avvolgeva la colonna in nuvolette di vapore. Un attimo dopo ci fu un movimento su un lato della collina e Figulo vide uno degli uomini in perlustrazione che era rimasto a controllare il nemico, correre gi per la discesa. Cosconiano smont, gli si avvicin e scambi alcune parole prima di seguirlo di nuovo in cima.
Pensi che sia stata una buona idea?, chiese Figulo a Rullo a bassa voce mentre la colonna aspettava il ritorno del prefetto.
Cosa, signore?.
Lasciare Lindinis cos poco protetta.
Il veterano alz le spalle:  solo per qualche ora. Comunque ne ho abbastanza di Durotrigi che ci prendono per il culo. Questa  la volta buona per ucciderne un po' e impedirgli di continuare ad andarsene in giro con i nostri bottini, e per quanto mi riguarda una simile occasione va presa al volo.
La sua sicurezza fece s che Figulo si rilassasse un po', pur non riuscendo a evitare quell'assillante preoccupazione annidata in un angolo della mente. Mi auguro solo che il re sia al sicuro. Quell'Andocommio  un po' esagerato, non credi?.
Rullo fece una smorfia: Falla finita, signore.  esattamente come tutti gli altri guerrieri di questa terra dimenticata dagli di. Pensano che la loro merda profumi pi della nostra. Ma a parte questo  un uomo che  utile avere accanto. Scosse la testa: Detto ci, questi locali non sono altro che maledetti bastardi cocciuti. E io che pensavo fossero arroganti i Batavi.
Non capisco, Helva inclin il capo con espressione seria. Non  che avessero una vita tanto migliore prima che arrivassimo noi. Come possono guardarci dall'alto in basso quando non hanno n strade n terme, signore?.
Strade e terme non sono tutto, legionario, rispose Figulo. I guerrieri di queste trib restano ancorati al passato, quando i Britanni comandavano sui Galli e sull'Iberia. Non accettano il fatto che le cose siano cambiate e non sopportano l'idea di essere governati da Roma. Secondo loro i barbari siamo noi.
Certo, grugn Rullo. Loro sono solo dei pazzi bastardi che fanno quello che i druidi gli dicono di fare.
I due romani tacquero, aggiungendo quel silenzio alla gi crescente tensione nell'aria. Un attimo dopo Figulo vide Cosconiano tornare di corsa gi dalla collina, seguito dal resto degli esploratori a cavallo. Il prefetto radun gli ufficiali sul fronte.
Il nemico  ancora l, relazion Cosconiano senza fiato. A saccheggiare il convoglio, a quanto vediamo. Li prenderemo proprio dove vogliamo, signori. Alla fine questa sar l'occasione di farla finita una volta per tutte.
Figulo trattenne il fiato prima di dar voce alla sua preoccupazione: Come mai non si sono ancora allontanati, signore? Non  da loro rimanere nei dintorni dopo un'imboscata. Di solito se la battono alla massima velocit.
E questo cosa importa?, sbott Cosconiano. Abbiamo la possibilit di farla finita con i saccheggi dei nostri rifornimenti. Li faremo a pezzi e faremo prigioniero qualcuno di quei bastardi, gli occhi luccicavano di eccitazione. Una netta vittoria sul nemico sar un bel modo di impressionare il generale Plautio. Ci potrebbe fruttare anche una ricompensa.
Allora Figulo cap: l'interesse di Cosconiano non era tanto salvare i rifornimenti, ma fare carriera. Quella battaglia gli avrebbe spianato la via a un trasferimento in un posto migliore in qualche altra parte dell'impero. Figulo digrign i denti per la frustrazione di fronte alla brama di gloria del prefetto.
Scenderemo lungo la collina e li intercetteremo prima delle paludi, decise il prefetto pianificando in fretta. Non ci vedranno arrivare se non quando sar troppo tardi. E quando se ne accorgeranno non andranno molto lontano. Saranno appesantiti dal bottino. Dovranno combatterci oppure mollare tutto e provare a fuggire. Ad ogni modo gli bloccheremo l'accesso alle paludi. Domande?. Cosconiano guard i propri ufficiali uno dopo l'altro, poi annu: Bene. Preparatevi ad avanzare.
Gli ufficiali fecero il saluto e tornarono dai propri centurioni. Riferirono gli ordini a bassa voce e dissero agli uomini di prepararsi all'azione. Un mormorio eccitato si diffuse tra i ranghi alla prospettiva di incastrare finalmente il nemico che li aveva tormentati tanto a lungo, prima che l'atmosfera venisse smorzata dai sibili e dai fischi degli ufficiali per riportare il silenzio. Il prefetto Cosconiano lanci un ultimo sguardo alle sue truppe e diede ordine di avanzare passando parola a tutta la colonna. La coorte si mosse dietro al prefetto, che li guid lungo una diagonale in salita verso la cima della collina. Figulo sent l'erba umida sfiorargli i polpacci mentre fletteva leggermente il braccio verso la spada a serrare le dita intorno all'impugnatura. Nelle orecchie il rimbombo dei passi, il respiro pesante, il fruscio dell'erba e il battere dell'equipaggiamento.
Quando furono quasi in cima, Figulo avvist il vecchio forte dei Durotrigi a meno di un miglio a sud della valle. Il vasto cumulo di terra si ergeva sulla pianura, oscuro e inquietante. Il Gallo riusc a vedere l'ampia pianura sulla quale una volta sorgevano i bastioni difensivi dei nemici. Stim che, da un'estremit all'altra, ci fosse circa mezzo miglio. Anche in quello stato di abbandono, era di dimensioni impressionanti.
Davanti, a breve distanza, Cosconiano raggiunse la cresta della collina e sguain la spada verso il nemico.
Passo veloce!.
Figulo e gli altri della prima linea eseguirono l'ordine e l'accelerazione si ripercosse sull'intera colonna, mentre la coorte scendeva rapidamente gi dalla collina verso il nemico che razziava i resti del convoglio ai piedi della discesa. Davanti a tutti, Figulo vide diversi pesanti carri da trasporto romani in mezzo al sentiero. Il bestiame che vi era legato rest abbandonato a se stesso non appena i saccheggiatori impugnarono le armi e affrontarono il pericolo che incombeva su di loro. Il decurione del convoglio e il resto della scorta giacevano a terra ai lati del sentiero, mentre i guerrieri durotrigi si affannavano su quei corpi strappandone le armature e le armi e qualsiasi altra cosa avesse qualche valore.
Uno dei guerrieri dal corpo tinto di guado che era davanti al convoglio, nel sentire il pesante rimbombare di passi, si gir e, afferrato freneticamente un corno, vi soffi dentro per dare l'allarme con un verso ragliante che tagli l'aria gelida. Quell'improvviso suono ripetuto ruppe l'incantesimo e tutti abbandonarono il saccheggio per prendere le armi. Per un breve istante a Figulo sembr che volessero resistere e combattere. Poi, per, un enorme guerriero mugg un ordine e il nemico batt in ritirata lungo il sentiero in direzione del forte sulla collina, lasciando i carri dei rifornimenti dov'erano. Solo pochi guerrieri rimasti indietro schernirono i romani scuotendo i pugni e facendo gesti minacciosi.
Ud Cosconiano gridare alle sue spalle: Tenete il passo ragazzi! Non lasciateveli scappare!. I guerrieri continuarono a dileggiare i Romani, facendo gesti, urlando insulti e gesticolando selvaggiamente quando restavano indietro. Figulo non capiva perch avessero abbandonato il bottino tanto rapidamente. Un sentimento di disagio lo trafisse come un coltello nelle viscere mentre, in prima linea, avanzava con i compagni della Prima Centuria, pressando a passo deciso il nemico in ritirata. Alla fine i guerrieri raggiunsero le difese pi esterne del fatiscente forte sulla collina. Appena i Romani si avvicinarono, si girarono e fuggirono, sparpagliandosi sui bastioni scoscesi pi veloci che potevano. Quando raggiunsero lo strato pi alto di quella costruzione di terra, alcuni di loro si fermarono un attimo per rivolgere ai Romani le loro urla di ribellione.
Cosconiamo ferm la colonna, con un lampo di soddisfazione negli occhi d'acciaio al presentire la vittoria. Li abbiamo in pugno!, annunci, la voce che fremeva di eccitazione. Sono in trappola. Tuditano, prendi due centurie e raggiungi il lato opposto del forte.
Il centurione fece un cenno di assenso e diede l'ordine. Le ultime centurie si separarono dal resto della coorte e si diressero, tagliando in diagonale, verso l'altra parte del forte per impedire al nemico di fuggire. Nel frattempo Cosconiano condusse i suoi uomini su per il sentiero che zigzagava verso l'entrata principale. Gli ausiliari ansimavano mentre attraversavano il fossato dell'ultimo bastione, e avanzavano facendosi strada attraverso le rovine di legno dell'ingresso principale. La palizzata che circondava il forte era stata danneggiata alcuni mesi prima dai tiri dei Romani durante l'assalto della Seconda Legione. Restavano solo monconi spezzati, come denti marci.
Quando entr nel forte, Figulo vide i nemici. Erano fermi a una cinquantina di passi da lui, sopra un rialzo all'interno dell'ultimo bastione e erano rivolti verso i loro inseguitori, gridando insulti mentre battevano le spade sul bordo degli scudi. Figulo prov sollievo immaginando che i Durotrigi non si fossero ancora accorti che il centurione Tuditano stava conducendo i suoi uomini verso l'altra uscita del forte per prenderli in trappola. Forse il piano di Cosconiano avrebbe funzionato, alla fine.
Formate la linea!, grid il prefetto sguainando la spada.
Gli uomini della Prima Centuria si schierarono su due ranghi e serrarono le file. L'unit successiva prese posto a sinistra del prefetto mentre Figulo e i suoi compagni riprendevano fiato e si concentravano sul nemico. Nonostante tutto quel baccano, i nativi non fecero nulla per attaccare.
Cosa diavolo stanno aspettando?, sbott Helva con il giavellotto gi alzato.
Rullo diede un colpo di spalla al giovane: Abbassa quella fottuta punta prima di far male a qualcuno.
Helva deglut nervosamente e si costrinse a posare a terra la base del giavellotto.
Cos va meglio, disse Rullo a bassa voce. Sei un maledetto legionario. Noi diamo l'esempio. Cosa credi che penserebbero questi bastardi di ausiliari se ti vedessero correre all'impazzata come un pollo senza testa? Resta fermo e schiena dritta!.
Durante quello scambio di battute, Figulo aveva gettato uno sguardo all'interno del forte in rovina. Pezzi di vasellame di terracotta e brandelli di stoffa erano sparsi tutt'intorno sul terreno fangoso. Ad attirare la sua attenzione furono i resti scheletrici di dozzine di case con intelaiature di legno erette in mezzo a basse mura di pietra - tutto ci che restava dell'insediamento in cima al forte. Per un attimo Figulo pens che gli occhi lo ingannassero. Poi si sofferm di nuovo a guardare e il sangue gli si ghiacci nelle vene. Si gir per guardare il prefetto a cavallo.
Signore, dobbiamo andarcene!.
Ma cosa diavolo stai dicendo? Sei impazzito?, sbott Cosconiano.
Figulo indic le rovine: Ho visto qualcosa muoversi laggi.  una trappola!.
Cosconiano tir le redini e si accigli: Cosa? Non capisco....
Mentre parlava, le terribili urla di guerra dei nativi aumentarono di volume e sembr che l'eco si propagasse all'interno del forte. Il prefetto si sent agghiacciare e impallid all'istante, alla vista di centinaia di guerrieri balzare fuori dai propri nascondigli dietro gli edifici semidistrutti alle due estremit della pianura e caricare di lato il fronte dei Romani. I razziatori che si erano fatti inseguire ruggirono di trionfo e si lanciarono in avanti.
 un fottuto trucco!, grugn Rullo.
Una paura raggelante attanagli Figulo al collo quando comprese che la coorte era circondata; sent montare la rabbia contro quella testa calda di prefetto che aveva portato i propri uomini dritti in un'imboscata tanto crudele quanto efficace. Nello stesso istante, Cosconiamo si riscosse dalla sorpresa e, con le mani a coppa intorno alla bocca, url:
Giavellotti pronti!.
La prima ondata di Britanni si scagli contro i Batavi in una schiera immensa, lanciando terrificanti urla di guerra, sotto l'incitamento dei druidi, che detenevano il comando nelle loro vesti nere e fluttuanti. Molti guerrieri brandivano spade e scudi ovali appartenuti ai prigionieri romani e indossavano maglie di ferro ed elmi. La paura arriv quando Figulo calcol velocemente che il nemico avrebbe sopraffatto con estrema facilit gli ausiliari, inferiori di numero. A un tratto ebbe la certezza che quel giorno sarebbe morto. Se cos doveva essere, non c'era altro da fare che combattere fino allo stremo e portare con s quanti pi nemici possibile.
Lanciate!, ordin Cosconiano con tutta la voce che aveva.
Subito la prima linea di uomini lanci i giavellotti contro i Durotrigi alla carica. I lanci dei Batavi risultarono pi impauriti e rabbiosi in confronto a quelli dei ben pi addestrati uomini delle coorti legionarie, ma i nemici erano troppo vicini per mancarli, e gran parte dei giavellotti and a segno sulla prima linea dei ranghi britanni. Grida agonizzanti perforarono l'aria fredda mentre le pesanti estremit d'acciaio colpivano, infilzando le loro vittime. Dozzine di guerrieri crollarono a terra, con le punte che sbucavano dai corpi. Le loro urla vennero sovrastate dai ruggiti di quelli dietro, che scavalcarono i compagni colpiti e caricarono l'odiato nemico. I Britanni erano ora a meno di venti passi dagli ausiliari. I Batavi scagliarono di nuovo una pioggia di giavellotti, atterrando pi di un avversario da distanza ravvicinata. Figulo serr la presa intorno all'impugnatura della spada, sollevando lo scudo da legionario mentre prendeva posto nella prima linea. Tendendo i muscoli, si prepar ad affrontare il nemico che avanzava.
Mantenete la linea!, fu il perentorio grido di Cosconiano quando gli uomini indietreggiarono per la paura. I Britanni si lanciarono disordinatamente contro i Batavi con un frenetico scambio di colpi, quando i primi guerrieri vennero atterrati da una furia di scintillanti punte di spada. Tuttavia il peso assoluto della carica dei Durotrigi premeva contro i Batavi, e anche se Figulo mantenne il proprio posto nella linea riusc a vedere alcuni ausiliari respinti indietro dagli avversari. Iniziarono ad aprirsi delle falle nel muro di scudi perch i Batavi della seconda linea esitavano ad avanzare per sostituire i compagni caduti. Figulo abbai ai pi vicini di mantenere il proprio posto. L'istinto lo implorava di scappare, ma sapeva bene che volgere le spalle al nemico avrebbe significato morte certa.
Un'enorme ombra si stagli su di lui, quando un potente guerriero ben piazzato afferr il bordo del suo scudo da legionario e lo torse di lato. Vide un lampo d'acciaio quando il Britanno gli sferr un colpo di arma alla gola. Mentre il ginocchio sinistro cedeva, Figulo sollev nuovamente lo scudo e la spada piomb con uno sferragliante clangore contro la borchia. Il barbaro ringhi, imprecando. In un movimento confuso, Figulo punt tra le gambe dell'uomo e gli affond la lama nell'inguine. Quello rantol agonizzante e lasci andare lo scudo. Con un ruggito di rabbia, l'optio liber l'arma. Il sangue sgorgava dalla ferita aperta mentre Figulo balz su e spinse in fuori lo scudo colpendo con la borchia il viso del guerriero con un colpo secco. Il Britanno barcoll all'indietro rovinando contro la massa rabbiosa di guerrieri alle sue spalle.
Improvvisamente il sole irruppe tra le nuvole e la luce si infranse sulla mischia di punte di spada ed elmi lucenti che si contendevano ferocemente la piana. Figulo si guard intorno e cap che non ci sarebbe voluto molto perch i Batavi cos duramente pressati venissero sopraffatti. Vide un altro Durotrigio caricare su di lui, un guerriero pi anziano, con i capelli grigi a spazzola e il fisico asciutto, che gli punt la lancia alla gola. L'optio stratton lo scudo in su e ci fu uno schianto quando la punta a forma di foglia vi si conficc. Il guerriero mastic un'imprecazione e prov a riprendersi l'arma tirando a s lo scudo. Figulo tir dall'impugnatura grugnendo per lo sforzo, meravigliato dalla forza del guerriero. Per uno straziante momento sia lo scudo che la lancia rimasero dov'erano, mentre i due uomini tiravano ognuno verso di s. Poi Figulo rugg e tir con tutte le sue forze, strappando il proprio scudo al Britanno con tale potenza da liberare la punta della lancia. Con movimenti confusi, sferr un colpo di spada contro il guerriero prima che questi potesse riprendere posizione, straziandolo nelle viscere con la punta della lama. Con un sibilo acuto quello cadde a terra, mentre Figulo recuperava l'arma e ne colpiva un altro.
Un grido di dolore risuon al di sopra del terribile stridore di ferri che echeggiava dalla battaglia. Figulo si gir e vide, ben oltre la linea dei Batavi, Cosconiano che cadeva in ginocchio mentre un massiccio guerriero lo finiva con un selvaggio colpo alle spalle. Subito si alz un grido tra gli uomini vicini: Il prefetto  a terra! Cosconiano  caduto!.
I ranghi batavi vennero presi dal panico all'istante. Con la morte del loro comandante svan quel minimo senso di disciplina e ordine della coorte che ancora resisteva. La linea ondeggi per un momento, poi i Britanni spinsero ancora e alcuni dei soldati della prima linea si girarono e fuggirono lungo il terrapieno, nel disperato tentativo di salvarsi dalla frenesia omicida. Figulo si rialz e lanci uno sguardo oltre le teste dei nemici che aveva davanti, sforzandosi di trovare traccia del centurione Tuditano e dei suoi uomini, la loro unica speranza di salvezza in quel momento. Ma non c'era alcun movimento dall'altra parte del forte. Allora si accovacci e colp il nemico pi vicino. Sempre pi ausiliari voltavano le spalle e fuggivano. Il divario nelle fila non venne pi colmato dai rimpiazzi e Figulo sapeva che non avevano speranza di resistere ancora di fronte a quella schiacciante folla.
Signore, dovremmo metterci in salvo!, url Rullo, mentre i Durotrigi si riversavano verso i Batavi in fuga per finirli.
Figulo esit. Il pensiero di ritirarsi gli ripugnava, ma sapeva di non avere altra scelta. Se fossero rimasti e avessero combattuto, i suoi uomini avrebbero subito la stessa atroce fine degli ausiliari. Non era arrivato fin l, non era sopravvissuto cos tanto in Britannia solo per morire in una miserabile imboscata, ucciso per colpa dell'impulsivit di un prefetto ausiliario. Si volt verso Rullo e indic un piccolo avvallamento nel terreno a poca distanza.
L! Legionari, con me!.
Figulo ruot su se stesso e intercett un guerriero britanno alla carica con un terribile colpo al collo. L'uomo cadde a terra, mentre l'optio si rivolse ai propri commilitoni a pieni polmoni: Con me!.
Poi si gir e corse, guidando i suoi uomini verso l'avvallamento. Continuava a guardarsi alle spalle per assicurarsi che lo seguissero a breve distanza. Tutt'intorno i guerrieri nativi davano spietatamente la caccia agli ausiliari indifesi, uccidendo i feriti che giacevano a terra, continuando a colpirli anche dopo che avevano esalato l'ultimo respiro. Alcuni Batavi si sparpagliarono tra le fortificazioni in rovina e gi per la collina, ma furono facile preda dei Britanni che scagliavano le lance contro i fuggitivi abbattendoli. Figulo vide un ausiliario gettare via freneticamente lo scudo e la spada e congiungere le mani chiedendo piet. Un Durotrigio tarchiato gli mise una mano sulla spalla e lo spinse a terra. L'uomo url di terrore mentre un gruppo di guerrieri gli si lanci addosso, quindi spar improvvisamente sotto una raffica di colpi. Figulo distolse lo sguardo imponendosi di correre pi veloce e maledicendo la pesante armatura e lo scudo che lo rallentavano.
Quando furono accanto al canale, uno dei legionari lo chiam. Si volt indietro e vide che diversi guerrieri li inseguivano. Il Gallo torn a guardare avanti e affrett il passo.
Continuate a correre!, url. Non vi fermate!.
Figulo era senza fiato e i polmoni bruciavano per lo sforzo. Appena raggiunse il bordo della palizzata sent un acuto urlo di dolore alle sue spalle. Si volt in tempo per vedere Helva inciampare nel cadavere di un ausiliario e cadere a terra, perdendo la presa sulla spada.
Merda!, url Helva, sibilando aspramente tra i denti e afferrandosi la gamba destra. La caviglia!.
Rullo si ferm immediatamente inginocchiandoglisi accanto per aiutarlo. In quello stesso istante diversi druidi a cavallo galopparono in avanti e piombarono sopra i due uomini, circondandoli e brandendo le loro spade ricurve. Figulo si blocc e si volt per attaccare i druidi, ma i guerrieri alla carica stavano confluendo attraverso la pianura in direzione della palizzata, tagliandogli la strada verso i due compagni. Figulo cap subito che non c'era modo di oltrepassare quel solido muro di Durotrigi e salvare Rullo ed Helva.
Non c'era niente che potesse fare se non mettere in salvo i pochi legionari rimasti. Cerc di voltarsi e guidare i propri uomini lungo il lato della palizzata, arrampicandosi sui tronchi in rovina e calandosi nello stretto fossato che era sul fianco delle difese. Un soffocante odore di carne umana riemp l'aria e Figulo dovette sforzarsi per trattenere i conati di vomito. Il terreno sotto i piedi era scivoloso per il fango, e una specie di acquitrino di liquami marciva accanto al fondo del canale, rallentando la fuga dei Romani che faticavano a camminare in quella melma scivolosa. Sotto di loro si stendevano le difese esterne e, al di l di queste, a poco pi di un miglio, intravedeva il margine delle paludi. Sent un leggero sfarfallio di speranza nel cuore.
Alle paludi!, ordin. Li semineremo l!.
In quel preciso istante si udirono delle grida da sopra il canale e comparvero i guerrieri che li inseguivano. Notando che i Romani arrancavano nella melma, i Britanni iniziarono a riversarsi gi nel canale con ruggiti eccitati, decisi a colmare la distanza con i soldati in fuga. Poi Figulo avvert, quasi per un sesto senso, qualcosa alla base del cranio e si volt giusto in tempo per vedere un ossuto guerriero balzare su di lui, le labbra tirate in un ghigno selvaggio a scoprire i denti ingialliti e marci. Figulo par rapidamente il colpo con la borchia di metallo, poi scart di lato e infil la punta della spada nel fianco scoperto. La lama penetr nelle costole con uno rumore acquoso, perforando carne e muscoli, e il guerriero annasp mentre l'aria gli fuoriusciva dai polmoni. Figulo si allontan dall'uomo mentre questi cadeva in ginocchio nella melma. Intorno a lui gli altri Britanni vennero facilmente atterrati dai legionari, che paravano e colpivano in una sorta di cruda battaglia a ranghi serrati, in cui i Romani eccellevano. Abbattuto l'ultimo nemico, Figulo ordin ai propri uomini di abbandonare i pesanti scudi. Quindi si affrett con loro a scendere sul lato dei bastioni quanto pi velocemente le gambe gli permettevano. Il sangue rombava nelle orecchie e il cuore batteva furiosamente mentre l'optio si allontanava da quel trambusto, pieno di rabbia per aver dovuto abbandonare i propri compagni. Per un attimo si chiese cosa ne sarebbe stato di loro, poi scacci quel pensiero tetro dalla mente.
Quando furono alla base della fortificazione esterna, Figulo scorse un movimento alla sua sinistra; a distanza, i guerrieri si agitavano rabbiosi intorno a un pugno di romani che combatteva fino alla morte intorno a uno stendardo alto sopra le loro teste. Ecco cosa era successo al centurione Tuditano e al suo distaccamento, comprese Figulo. Erano stati attaccati molto prima che riuscissero a raggiungere il lato opposto del forte. Non poteva per preoccuparsi di loro, poich i Britanni che pressavano i legionari continuavano a stargli alle calcagna, scendendo lungo il canale e imprecando nella loro lingua. Tuttavia i guerrieri si trovarono presto invischiati nel fango e nel liquame del fossato, e Figulo e i suoi uomini riuscirono ad aumentare la distanza. Con un coro finale di sberleffi, i guerrieri desistettero e tornarono indietro a riunirsi alla carneficina del forte.
Figulo e i suoi compagni corsero ancora un po' per il terreno aperto verso i malsani confini delle paludi. Raggiunsero la cintura laterale di alberi rinsecchiti. Uno stretto sentiero si insinuava tra fitte ginestre spinose e distese di acqua stagnante, puntando a nord verso il fiume. La mente di Figulo traboccava di angoscia mentre si faceva strada lungo le paludi. Ogni tentativo di salvare Helva e Rullo sarebbe stato vano, pensava. Non aveva avuto altra scelta che fuggire dalla battaglia. Tutto quello che aveva potuto fare era salvare ci che restava del suo distaccamento e avvertire i propri compagni al forte dell'imminente pericolo che correva l'insediamento.
Lindinis. Improvvisamente lo colp la terribile consapevolezza che, con la coorte ausiliaria spazzata via, i druidi e le loro truppe ben armate avrebbero potuto calare sull'accampamento in ogni momento. Con un esercito di quelle dimensioni avrebbero potuto facilmente prendere il controllo della capitale durotrigia e mettere a morte Trenagaso. Se altre trib avessero seguito il loro esempio sarebbe stato impossibile sedare una rivolta cos estesa, pensava Figulo mentre si affrettava lungo il sentiero. Le legioni sarebbero state costrette a un'umiliante ritirata. Ogni centimetro di territorio per cui gli uomini della Seconda Legione avevano combattuto e dato la vita sarebbe andato perduto. Il suo corpo implorava riposo, ma Figulo combatt la stanchezza e si costrinse a proseguire lungo il sentiero della palude. Era determinato a raggiungere il forte per dare l'allarme prima che fosse troppo tardi.
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CAPITOLO 5.
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Il buio stava avanzando quando i quattro soldati romani raggiunsero una collinetta di terra pi chiara a mezzo miglio dal forte. Nelle ultime ore Figulo e i suoi uomini avevano seguito un sentiero scoperto per caso tra le paludi, ma poi la traccia era scomparsa sotto le pozze di acqua salmastra ed erano stati costretti a orientarsi da soli in quel pantano. La lentezza con cui avanzavano era fonte di enorme frustrazione per l'optio che, tuttavia, sapeva bene che era troppo rischioso avventurarsi allo scoperto fuori dalle paludi, dove avrebbero potuto imbattersi in una pattuglia di ribelli.
Per un attimo aveva preso in considerazione l'ipotesi di abbandonare il tentativo di rientro al forte e cercare di mettere in guardia le guarnigioni di Durnovaria o Vindocladia. Distavano entrambe un giorno di marcia, ammesso che lui e i suoi compagni riuscissero a evitare le pattuglie in perlustrazione. Nessuna delle due, per, era cos numerosa da poter intervenire con efficacia a Lindinis, e alla fine, era giunto alla conclusione che non c'era altro da fare che tornare al forte il prima possibile e avvisare il legato imperiale della minaccia che incombeva su Lindinis e su Trenagaso.
Dopo diverse ore di dura marcia, raggiunsero la sponda di un piccolo corso d'acqua. Ne costeggiarono la riva in direzione est, nascosti dal fitto bosco che si estendeva parallelamente al fiume. Per due volte rischiarono di essere individuati da nativi a cavallo in perlustrazione, fino a che non raggiunsero una piccola radura di alberi striminziti, abbattuti dai Romani in cerca di cibo, e Figulo cap di essere nei pressi del forte. Fu invaso da un'improvvisa ondata di sollievo, subito seguita dall'imbarazzo per quella ritirata davanti al nemico.
Cosa sar successo agli altri, signore?, chiese sommessamente Vazia, uno dei legionari, durante una sosta sul terreno asciutto.
Figulo alz stancamente le spalle: Uccisi subito, se hanno avuto fortuna.
E se non l'hanno avuta?.
Figulo non rispose. Durante quel lungo e difficile viaggio attraverso le paludi aveva fatto di tutto per non pensare al destino dei suoi compagni. Con tutta probabilit erano morti, atterrati nel momento in cui il nemico li aveva circondati, proprio come era stato trucidato il resto della colonna.
Muoviamoci!, ordin Figulo. Dobbiamo essere al forte prima che faccia buio e avvertire della minaccia dei druidi!.
Potrebbe essere troppo tardi, signore, disse Vazia a bassa voce.
Che vuoi dire?, chiese Figulo preoccupato.
Vazia strinse le labbra e accenn verso sud. Figulo segu il suo sguardo. A non pi di un miglio da l vide l'insediamento dei nativi. Alla fioca luce not diverse colonne di fumo che si alzavano offuscando il cielo all'imbrunire. Per un attimo pens che fosse il fumo dei focolari accesi nelle capanne, ma era troppo denso. Poi il suo sguardo fu attirato da una pallida luce arancione che brillava all'esterno, in diversi punti della palizzata in cima al vallo. Cap che era un incendio e che infuriava all'interno di Lindinis. Pi di uno. Sent il brivido freddo della morte. Era arrivato tardi.
Lindinis era gi caduta.
Figulo cominci a correre sul terreno aperto puntando verso la porta principale del forte. Lo stomaco era serrato in una morsa di ansia, mentre attraversava la stretta rampa al di sopra del fossato. Si ferm e mise le mani a coppa intorno alla bocca per gridare alla sentinella: Romani!.
Ci fu un attimo di silenzio, poi una voce rispose dall'alta torretta di legno che controllava la porta: Parola d'ordine?
Castore! E adesso apri questa fottuta porta!.
La sentinella scomparve e grid qualcosa all'ufficiale in servizio. Pochi istanti dopo Figulo ud un profondo gemito dall'altro lato della porta, mentre la sbarra di chiusura scivolava via dai sostegni. Poi le ante si spalancarono verso l'interno e Figulo, dalla rampa, guid i tre legionari superstiti all'interno del forte.
Li accolse una scena caotica. Soldati esausti se ne stavano buttati lungo le vie d'accesso all'ingresso. Le armature e i volti erano macchiati di fango e sangue rappreso. Erano tutti sopravvissuti all'imboscata, si rese conto Figulo. E non erano molti. Alcuni di quelli che erano rimasti al forte passavano da uno all'altro distribuendo acqua dalle cantine. Gli inservienti si affrettavano verso l'infermeria a controllare i feriti. I pi gravi erano stati adagiati sulle barelle e portati via per essere medicati. Un'eterogenea moltitudine di mercanti di Lindinis, dall'aria angosciata, sedeva sul campo di parata, ognuno circondato dai pochi averi che era riuscito ad afferrare prima di rifugiarsi nel forte.
Figulo spinse lo sguardo oltre quella scena e vide il legato imperiale che procedeva spedito in direzione degli edifici del quartier generale. Lo accompagnavano Ancasta e il centurione Vespillo, l'ufficiale maggiore sopravvissuto. Scilla era pallido e spaventato.
Optio! Siano ringraziati gli di! Cominciavo a temere che non saresti pi ritornato, il sollievo nella sua voce era sincero.
Ho avuto qualche druido chiomato a tenermi occupato!, borbott Figulo.
Scilla spost lo sguardo sugli altri legionari esausti. Dove sono gli altri tuoi uomini?.
Figulo sent un nodo alla gola: Non ce l'hanno fatta. Cos' successo qui?.
A te cosa sembra?, Scilla sollev le mani disperato.  un disastro completo. I druidi hanno fatto irruzione a Lindinis e hanno preso il controllo dell'insediamento. Tutti i nostri piani sono saltati.
Il re?.
Scilla fece una smorfia: Trenagaso era nella zona reale quando c' stato l'attacco!, fece un gesto a indicare la donna al suo fianco. Solo Ancasta  riuscita a fuggire.
Scilla la guard. Aveva gli occhi pieni di lacrime mentre raccontava:  successo tutto troppo rapidamente. Stavo facendo un giro per il mercato mentre mio padre si riuniva con il consiglio dei saggi. Poi hanno fatto irruzione i druidi.  stato il caos, con la gente che scappava ovunque urlando.
Come sei riuscita a uscirne, mia signora?!, chiese Figulo con delicatezza.
Andocommio mi ha portato in salvo, rispose con voce tremante, facendo un gesto verso una figura massiccia, accovacciata accanto alla porta. Siamo stati gli ultimi. Non c' stato modo di salvare mio padre. I druidi avevano circondato la sala. Un sentimento di rabbia ardeva in fondo ai suoi occhi. Si morse il labbro e distolse lo sguardo: Lo sapevo che sarebbe successo, optio. I druidi hanno cercato di eliminare mio padre dall'istante in cui ha fatto ritorno. Ora il loro desiderio si  avverato. Mio padre  destinato a morire... sempre che non l'abbiamo gi ucciso.
Figulo volse lo sguardo sul centurione in servizio: Non avete provato a fermarli, signore?.
La schiettezza di quella domanda colse Vespillo di sorpresa, ma non era il momento della dignit o del rispetto dei ranghi. Il centurione cerc di ricomporsi e scosse la testa. Ce n'erano troppi di quei bastardi. Non c'era niente che potessimo fare!.
Quanti uomini abbiamo nel forte, signore?.
Vespillo si accarezz la mascella e fece un breve calcolo a mente. Inclusi i pochi che sono riusciti a sfuggire all'imboscata, poco pi di cento!.
Figulo risucchi l'aria tra i denti: Non abbastanza per riprendere l'insediamento, allora!.
E neanche per difendere il forte.
Gi.
Scilla strabuzz gli occhi preso dal panico. Pensi che i druidi proveranno ad attaccare il forte?, chiese passando lo sguardo da Vespillo a Figulo.
Il Gallo strinse gli occhi ed elabor una veloce valutazione militare della situazione.  molto probabile, secondo me. Ora che i druidi hanno preso Lindinis noi siamo l'obiettivo pi logico. Vorranno le nostre teste come trofeo per far colpo sulla trib e dimostrare che possiamo essere battuti. Niente d maggiore ispirazione al nemico di qualche testa romana infilzata.
Se la guarnigione fosse stata un po' pi vicina al massimo dell'organico, pens Figulo, avrebbero avuto qualche possibilit di resistere fino all'arrivo dei rinforzi. Ma il sangue alla testa di Cosconiano era costato caro. Con quasi tutta la coorte di legionari uccisa o fatta prigioniera, i druidi erano stati liberi di abbattersi sull'insediamento dei nativi e spodestare Trenagaso. Allo stesso modo avrebbero sopraffatto facilmente i pochi difensori rimasti al forte, si rese conto cupo. Un tale rovescio di fortuna, l in terra durotigia, avrebbe comportato la ribellione delle altre trib di quella nuova provincia. E tutto proprio nel momento in cui le forze romane si erano sparpagliate per rendere disponibili truppe per il generale Plautio. La situazione era indubbiamente critica, e Figulo non poteva far niente per prevenirne le conseguenze
Proprio in quel momento si ud il grido d'allarme di una delle sentinelle alla porta. Vespillo corse avanti seguito da Figulo e Scilla. I tre uomini si portarono sotto i pannelli di legno della porta e salirono la scala che portava alla piattaforma protetta che correva sopra la porta stessa.
Che cosa hai visto?, domand alla sentinella il centurione in servizio.
Qualcuno si sta avvicinando, signore!, grid la sentinella, la voce rotta mentre indicava verso sud.
Figulo si sporse dalla palizzata di legno e acu lo sguardo verso la tetra distesa di terra oltre il fossato esterno. Alla luce crepuscolare individu un pugno di uomini a cavallo proveniente dall'insediamento, che si avvicinava lentamente al forte, con le vesti lunghe e nere sventolanti nell'aria frizzante, i volti nascosti sotto i cappucci mentre attraversava le chiazze di neve e fango. Le figure in ombra fermarono le cavalcature a poca distanza dal fossato esterno. Poi una di loro avanz rispetto ai compagni. Quando fu abbastanza vicino, uno degli ausiliari tese l'arco, pronto a scagliare la freccia. Scilla alz una mano e guard il soldato.
No, sentiamo cosa ha da dirci!.
L'arciere abbass l'arma, riluttante. La figura a cavallo si ferm mentre le altre rimasero poco pi dietro a formare un piccolo cerchio, tendendo le redini e pronte a prendere le armi alla minima provocazione. Poi quella a cavallo si tolse il cappuccio e alz lo sguardo verso la porta. Figulo fu attraversato da un brivido freddo di paura alla vista del tatuaggio di una luna crescente che aveva sulla fronte.
Romani!, grid il druido in uno spiccato accento latino, vi porto il saluto di Calumo, sommo sacerdote della setta della Luna Nera.
Sussurri angosciati risuonarono su e gi per la palizzata, mentre i Batavi lo osservavano con un misto di curiosit e paura. Molti di loro erano cresciuti ascoltando storie che narravano dei poteri magici e della crudelt dei druidi, ma pochi ne avevano mai visto uno in carne e ossa. Quello era cos vicino che avrebbero quasi potuto toccarlo. Vespillo richiam gli ausiliari al silenzio e aspett che il druido continuasse.
Il nostro capo ha un messaggio per voi.
Perch non viene a portarlo lui stesso?, ringhi Vespillo tra s e s.
Magari ha paura di farsi vedere in faccia, sugger speranzoso Scilla.
Figulo deglut: Comunque sia, non mi sembra gente da farsela sotto facilmente.
Ascolt con attenzione mentre il messaggero del druido proseguiva: Da troppo tempo i Durotrigi patiscono il vostro comando. Oggi, Romani, l'ingiusta occupazione delle nostre terre finisce. Ci siamo ripresi Lindinis da quel miserabile cane di Trenagaso. Domani si riunir una grande folla per vedere Calumo sacrificare quel viscido burattino dei romani. Verr scuoiato vivo, e la sua pelle offerta a Cruach, il dio della guerra, per decorare la sua grande sala!.
Figulo rabbrivid a quelle parole. Attorno a lui gli ausiliari si scambiavano sguardi angosciati.
Non dovete condividere il suo destino, romani, prosegu il messaggero. Arrendetevi e consegnate il forte, abbandonate la terra durotrigia e Calumo promette che vi lascer raggiungere Calleva sani e salvi.
Un mucchio di balle!, sbott Figulo. Pensano che siamo nati ieri? Questa massa di bastardi ci intercetter non appena mettiamo piede fuori dal forte.
Silenzio!, sibil Scilla prima che il druido proseguisse.
Rifiutate la nostra richiesta e domani prenderemo il forte con la stessa facilit con cui abbiamo sterminato i vostri compagni stamattina all'alba. Chi  sopravvissuto verr torturato e messo a morte. E ora Calumo vuole farvi assistere a uno spettacolo.
Il messaggero si volt e fece un gesto agli altri. Quelli si aprirono e un terzetto di figure arranc in avanti, vestito di lacere tuniche militari rosse. Avevano le mani legate dietro la schiena e una corda al collo. Uno degli uomini a cavallo si stacc dagli altri portando avanti i tre uomini come al guinzaglio. Figulo fu preda di un orrore agghiacciante nel riconoscere il volto dei suoi compagni. Helva e Rullo che si trascinavano accanto a un Batavo barbuto. Faticavano a restare in piedi sul terreno intriso d'acqua. Tra gli ausiliari si diffusero rantoli scioccati man mano che la figura a cavallo si avvicinava.
Merda! Hanno preso Ambusto!, grid uno dei Batavi.
Figulo osserv impotente l'uomo che scivolava gi dal cavallo. Un senso di nausea gli chiuse la gola; strinse forte l'impugnatura della spada. Il messaggero del druido fece un gesto verso i prigionieri.
Questi uomini sono stati fatti prigionieri oggi!, annunci il messaggero. Ce ne sono molti altri. Domani, tutti i soldati ancora vivi verranno giustiziati insieme a quel cane di Trenagaso e la nostra gente vedr che l'esercito di Roma pu essere sconfitto. Mai pi la nostra trib si inchiner per paura davanti ai vostri stendardi. Calumo vi d tempo fino all'alba per arrendervi. Dopodich farete la stessa fine di quest'uomo.
Il messaggero fece un gesto a quello che era smontato dal cavallo, che afferr Ambusto e gli sciolse la corda dal collo. Poi gli diede un calcio e lo costrinse a mettersi in ginocchio. Ambusto sollev lo sguardo disperato sui propri compagni mentre l'uomo tirava fuori una grossa lama ricurva da sotto il mantello. La punta brill minacciosa alla luce calante. Poi, come al rallentatore, sollev la lama e sferr un colpo al collo del centurione. Ambusto ebbe uno spasmo mentre la lama gli tagliava via la testa di netto dal collo con un unico colpo. Sulla palizzata si sparsero grida angosciate, mentre la testa del centurione rotolava a terra e il corpo decapitato crollava di lato, con il sangue che sgorgava dal moncherino straziato. Quindi l'uomo si gir e rimont in sella. Il messaggero url un ordine ai suoi. Poi punt i talloni nei fianchi del cavallo e il gruppo ripart al trotto verso l'insediamento, con i prigionieri che incespicavano dietro di loro. Figulo guard quelle sinistre figure incappucciate svanire a poco a poco nella sconfinata oscurit. Poi scomparvero.
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CAPITOLO 6.
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Andate a recuperare il corpo del centurione!, ordin Vespillo prima di ridiscendere la scala.
Figulo e Scilla arrivarono al sentiero principale in totale silenzio. Tre ausiliari avevano rimosso la sbarra di chiusura e aperto la porta per lo spazio sufficiente a un uomo per passare. Uno degli uomini si fece strada con cautela attraverso la fessura e ritorn poco dopo portando la testa mozzata di Ambusto. Gli altri due seguivano a breve distanza, trascinandone il corpo. Con la coda dell'occhio, Figulo not Ancasta che, turbata, se ne stava in piedi accanto alla porta.
Nel frattempo, Vespillo ordin agli ausiliari che erano in grado di brandire una spada di dirigersi alle loro posizioni in caso si verificasse un attacco nemico. Altri furono inviati al deposito delle armi a prendere fasci di giavellotti e faretre di frecce da lasciare ai piedi del vallo, pronti all'uso. Figulo diede istruzioni a Vazia e ad altri due legionari di prendere posizione tra i Batavi sulla palizzata. I soldati si avviarono mestamente ai loro posti.
Ultimati i preparativi, Scilla soppes l'ultimatum dei druidi.
 ovvio che non possiamo accettare le loro condizioni!, disse infine il legato imperiale.
No, rispose Figulo a bassa voce.
E anche se prendessimo in considerazione la possibilit di arrenderci, non possiamo essere certi che il druido tenga fede alla propria parola e ci garantisca di non attaccarci mentre ce ne andiamo.
Tenere fede?, Figulo rise cinicamente. Non credo che i druidi conoscano il significato del termine.
Scilla annu: Allora quello che dobbiamo fare  molto chiaro. Aspetteremo i rinforzi dalla Seconda Legione. Una volta arrivati potremo cacciare il nemico da Lindinis. Due coorti di legionari dovrebbero essere sufficienti. La ribellione dei druidi avr vita breve. E allora vendicheremo quelli che abbiamo perduto.
E se il nemico ci attaccasse per primo?.
Scilla si guard intorno per essere certo che nessuno ascoltasse: La cosa migliore  che io e te prendiamo i cavalli nelle stalle e raggiungiamo la colonna sulla strada da Calleva. Gli ausiliari possono cavarsela da soli fino a che la colonna non raggiunge il forte. Poi vide l'espressione disgustata di Figulo e si accigli: Sono un ufficiale che rappresenta l'imperatore Claudio in Britannia, optio. Non uno di quegli insignificanti Batavi dei ranghi. Non posso permettermi di farmi catturare dai druidi. Pensa all'imbarazzo che questo potrebbe causare a Roma.
Figulo non riusc a trattenere una smorfia. Era ovvio che il legato era pi preoccupato di evitare la cattura che non degli eventuali risvolti politici, ma mise da parte la rabbia e punt il dito in direzione dell'insediamento dei nativi.
E il re Trenagaso? Hai sentito il messaggero di Calumo. Lo sacrificheranno domani, con un'espressione corrucciata aggiunse a bassa voce, e i miei compagni con lui.
Ma che possiamo farci, optio? Abbiamo le mani legate.
Potremmo provare a negoziare il loro rilascio!.
Questo  fuori discussione. Abbiamo a che fare con dei fanatici. Non si pu negoziare con questa feccia. E poi, non sono interessati. La loro unica preoccupazione  cacciare dalla Britannia fino all'ultimo dei Romani!, il legato imprec infuriato e scosse la testa. La nostra sconfitta qui avr serie implicazioni per il futuro di quest'isola. Non appena sapranno che non siamo riusciti a proteggere Trenagaso, gli altri re alleati potrebbero essere tentati di riconsiderare gli accordi.
Per quale motivo?.
Scilla sospir. Alcuni, come Cogidubno, sono gi fortemente sotto pressione perch il loro popolo non gli perdona di essere scesi a patti con Roma. Ce ne sono molti che avrebbero preferito continuare a combattere invece che cercare la pace.
Detta cos  semplice, ribatt Figulo, ricordando la feroce opposizione che aveva subito Trenagaso quando era tornato sul trono. Molti nativi che si erano ripresentati per incontrarlo nel freddo pungente avevano poi gridato all'abuso quando aveva annunciato una bozza di misure a favore dei romani.
Come ben sai, i re alleati riescono a rimanere sul trono solo grazie all'appoggio imperiale!, spieg Scilla. Senza il nostro supporto non sarebbero in grado di regnare sul loro popolo. Le alleanze tribali che abbiamo faticato tanto a portare a termine crolleranno.
Figulo fece un sorriso sarcastico: Allora faremo quello che abbiamo sempre fatto e manderemo le legioni. Stando alla mia esperienza, bastano un po' di muscoli e i nativi ci ripenseranno subito.
Ma non possiamo contare sulle legioni per sostenere i re alleati. Non allo stato attuale. Molte delle nostre guarnigioni sono a ranghi ridotti e le legioni sono impegnate a sradicare la resistenza a sud e respingere Siluri e Ordovici. Se Cogidubno decide di rompere il trattato con Roma, c' davvero poco che possiamo fare. E come se non bastasse, la nostra principale base di rifornimento  nel suo territorio. Se Noviomago cadesse in mano nemica tutta la provincia sarebbe praticamente perduta.
E allora sta a noi, rispose fieramente Figulo. Dobbiamo fare qualcosa.
Per esempio, optio? I druidi non sono dell'idea di scendere a patti. Non c' una minima speranza di salvare Trenagaso e se lui viene ucciso allora di sicuro la sua trib torner dalla parte dei druidi. Anche se non ci fossero conseguenze pi gravi, sarebbe comunque necessario inviare le nostre legioni a riconquistare daccapo queste terre e nominare un procuratore per amministrare il popolo.
Annettere il regno?, balbett Figulo. I Durotrigi non accetteranno mai. Sono troppo orgogliosi. Perfino quelli che ci sostengono preferirebbero morire piuttosto che essere governati da un procuratore.
Non abbiamo altra scelta.
Figulo ascoltava con il cuore pesante. La prospettiva suggerita dal legato avrebbe significato un disastro sia per i nativi che per Roma. Annettere il regno avrebbe sollecitato la rivolta contro i Romani in tutti gli insediamenti e in tutti i villaggi. Le guarnigioni sarebbero state assalite, i forti attaccati e tutti coloro che erano a favore dei Romani sarebbero stati cacciati. Le legioni si sarebbero impantanate in conflitti infiniti per reclamare le terre, un miglio sanguinoso dopo l'altro. Ogni speranza di ristabilire un rapporto di fiducia tra i Durotrigi e Roma sarebbe andato perso per sempre. La mente di Figulo lavor freneticamente cercando una possibile soluzione. Alla fine decise che c'era un solo modo per riportare una pace duratura tra i Durotrigi: un'ultima possibilit di riprendere in mano la situazione prima che fosse troppo tardi.
Dobbiamo andare a salvare Trenagaso.
Uff, sbuff Scilla. E come proponi di fare?.
Entrer nell'insediamento e scoprir dove tengono il re, spieg Figulo. Poi lo liberer insieme al resto degli ostaggi, compresi i miei uomini.
Il legato lo guard con espressione turbata: Non starai mica dicendo sul serio?
Cos'altro possiamo fare? Guardami, assomiglio a uno dei nativi, parlo la loro lingua abbastanza bene. Dipingetemi qualcosa addosso, trovatemi un mantello e passer facilmente per un guerriero dei loro. Ce ne sono a centinaia nell'insediamento, mi confonder nella massa.
Scilla strinse gli occhi e si batt il mento mentre osservava Figulo: In effetti assomigli molto ai Celti, ammise. Ma mettiamo pure che tu riesca a trovare Trenagaso. Cosa farai a quel punto?.
Figulo fece un'alzata di spalle: Cercher di far uscire di nascosto lui e gli altri e di riportarli al forte. Quando arriveranno i rinforzi saranno liberi di assalire i ribelli e riprendersi l'insediamento.
Anche ammesso che funzioni, chi ci garantisce che riusciremo a resistere abbastanza fino all'arrivo dei tuoi compagni della Seconda?.
Nessuno, rispose secco Figulo. Ma o facciamo cos oppure ce ne restiamo seduti, lasciamo morire il re e aspettiamo che il nemico ci travolga. Hai forse un'idea migliore?.
Il legato riflett un istante. No, non ne ho.  il tuo funerale. E poi il tuo piano presenta un bel problema.
Quale?
Come intendi fare per entrare e uscire da Lindinis? Puoi cambiare il tuo aspetto quanto vuoi, ma immagino che le porte siano sotto stretta sorveglianza e i ribelli non ti lasceranno entrare solo perch sembri uno di loro.
Ci dev'essere un altro ingresso. Forse Ancasta lo conosce.
La chiam e lei si avvicin, con Andocommio sempre accanto. Ascolt con attenzione mentre Figulo le illustrava il piano.
No, rispose quando questi ebbe finito di parlare. L'unico modo per entrare e uscire  la porta principale.
Dev'esserci un altro modo!, disse disperato Figulo. Dobbiamo tentare, prima che sia troppo tardi.
Prima che potesse rispondere, Andocommio disse con spiccato accento latino: Io conosco un modo, Romano.
Quale?, chiese Figulo con il cuore che batteva all'impazzata.
La palizzata. Una parte  crollata durante la tempesta dell'altra notte. Il re mi ha mandato a controllare questa mattina. C' uno squarcio abbastanza grande per farci passare un uomo.
Scilla ascolt e si torment il mento pensieroso. Strinse gli occhi nell'osservare la guardia del corpo: Ne sei assolutamente sicuro?
Ne sono certo!, replic, L'ho visto con i miei occhi.
Bene, allora, decise Figulo. Entrer da l.
Sempre che i druidi non sappiano del danno sulla palizzata, ovviamente, controbatt Scilla.  pi che possibile che i ribelli si siano imbattuti in questa breccia e abbiamo fatto in modo di ripararla.
Andocommio rise e scosse la testa: Il danno  accanto al letamaio. I druidi sono quello che sono ma non amano la sporcizia. Non si avvicinerebbero a quei cumuli se non per una buona ragione.
Scilla si fece silenzioso per qualche istante mentre riconsiderava il piano di Figulo. Alla fine sospir. Molto bene. Francamente non so dire se il tuo piano sia ambizioso o assolutamente folle. Ma data la situazione critica in cui ci troviamo, non ho altra scelta che acconsentire... a una condizione.
Quale?
Porta con te Andocommio. La missione  troppo rischiosa per un uomo solo. E poi hai bisogno di lui per vedere dov' la breccia nella palizzata.
Figulo dubitava che un paio di mani in pi facesse qualche differenza se si fossero trovati nei guai dentro l'insediamento, ma annu ugualmente. Bene. Ci muoveremo appena far buio, quando ci saranno meno possibilit di imbatterci in una pattuglia nemica.
E per quanto riguarda il tuo aspetto? Come pensi di passare per un nativo?
Posso dipingerlo io come fosse uno dei guerrieri ribelli, si offr Ancasta. L'ho fatto altre volte, ma ho bisogno di materiale per la tinta e di un po' di fango secco per i capelli.
Troverai tutto in infermeria, sugger Scilla. Il chirurgo del forte conserva una buona scorta di piante del posto per trattare diversi alimenti. Per quanto riguarda il mantello, parla con i mercanti. I nativi li scambiano con il vino. Uno dei loro avr sicuramente qualcosa che servir al tuo scopo.  tutto?.
Dovrei andare con loro, disse Ancasta.
Scilla scosse la testa bruscamente: Assolutamente no.  troppo rischioso, mia signora.  molto pi sicuro per te restare qui al forte dove i nostri soldati potranno proteggerti.
Per quanto tempo?, contest Ancasta, con uno sguardo feroce negli occhi. Fino a che i druidi non attaccheranno di nuovo e ci annienteranno?.
Comprendo la tua frustrazione!, replic Scilla in tono calmo. Ma Figulo e Andocommio corrono un grave pericolo. Ci sono troppe persone nell'insediamento che potrebbero riconoscerti e le possibilit di successo di Figulo sono gi al minimo cos. No, tu devi restare qui. La questione  fuori discussione.
Per un momento Ancasta fiss Scilla, poi annu: Molto bene, capisco.
Bene!, Scilla raddrizz la schiena e batt la mani. Ora suggerisco di metterci a lavoro e camuffare l'optio. Non c' tempo da perdere se vogliamo avere qualche possibilit di salvare il re.
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CAPITOLO 7.
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Nel cuore della notte la porta sul lato est del forte cigol e due figure spettinate scivolarono fuori nella gelida oscurit. Il cielo era coperto e i due si muovevano silenziosamente sul terreno chiazzato di neve. A mezzo miglio a sud Figulo riusciva a vedere l'insediamento dei nativi, con la palizzata debolmente illuminata dalla traballante luce di diversi piccoli fuochi accesi all'interno.
Ancasta aveva fatto un bel lavoro nel farlo sembrare un guerriero nativo. Prima aveva mescolato la tintura di guado ricavata da radici sminuzzate e piante bollite su fuoco. Poi gli aveva consigliato di togliere la tunica militare e spogliarsi fino al perizoma e, alla luce del fuoco, gli aveva applicato la tintura sulla pelle, tracciando intricati disegni blu su petto, braccia e collo. Una volta asciugata la tintura, Ancasta gli aveva lavato i capelli con la calce spenta, tirandoli verso la nuca e fermandone le punte. Un grossolano mantello preso in prestito da uno dei mercanti completava il tutto. Perfino Andocommio, pur riluttante, si era detto impressionato dal travestimento finale.
Ora i due uomini seguivano il corso del fiume verso est, con gli occhi che saettavano di qua e di l alla ricerca di un qualsiasi segnale della presenza di nemici di pattuglia. Un banco di nubi argentate copr la luna limitando al minimo il rischio di essere visti in quel buio pesto. Entrambi avevano con s spade da legionari. La maggior parte dei guerrieri dell'imboscata al forte era armata con il gladio romano, per questo Figulo era certo che le loro armi non avrebbero dato nell'occhio. Inoltre aveva con s l'amuleto portafortuna, infilato nelle pieghe del perizoma. Sebbene i commilitoni si prendessero spesso gioco delle sue superstizioni, Figulo rifiutava di andare in missione senza il suo amuleto. Sapeva di aver bisogno di tutto l'appoggio che la Fortuna potesse garantirgli per riuscire in quell'impresa.
A un certo punto lasciarono il fiume e puntarono a sud, superando alcune capanne abbandonate nei dintorni di Lindinis. Andocommio si accovacci e controll il terreno davanti a loro. A distanza, Figulo riusciva a vedere solo la porta di legno dell'insediamento, affiancata da due torrette di controllo.
Da che parte ora?, sussurr.
Andocommio indic il lato sinistro dell'insediamento: Seguimi.
I due uomini avanzarono in fretta parallelamente all'insediamento, avvicinandosi al massimo al fossato esterno, affinando vista e udito per percepire il minimo segnale di movimento del nemico. Per due volte Andocommio credette di udire una voce e in entrambi i casi si ferm e tutti e due si appiattirono a terra, senza muovere un muscolo. Non appena ebbero la certezza che non ci fosse alcun pericolo, ripresero ad avanzare attraverso il terreno gelato.
Alla fine raggiunsero il lato opposto dell'insediamento. Le nuvole cominciarono a spostarsi dalla luna, che gett una pallida luce sul terreno. Un terribile odore di carne marcia e letame animale gli riemp le narici e Figulo cap che dovevano essere ormai vicini al letamaio. Andocommio rallent improvvisamente, ma senza fermarsi. Figulo gli stava furtivamente dietro a breve distanza, cercando di ignorare quell'odore nauseante che proveniva dai cumuli di rifiuti e sporcizia ammassati nel fossato. Dopo una cinquantina di passi, Andocommio si gett a terra e avanz strisciando sulla pancia fin quasi all'altezza del fossato esterno. Allora si gir e chiam con un cenno Figulo. L'optio gli scivol accanto.
Lass, Romano, sussurr in modo appena udibile, Guarda.
Figulo sollev lo sguardo in cima al vallo. Alla pallida luce della luna riusc a vedere l'alta palizzata di legno tutt'intorno, con ogni palo alto il doppio di un uomo. La sezione proprio sopra Figulo mostrava evidenti segni di danneggiamento causati dalla recente tempesta, dove il suolo alla base della palizzata aveva ceduto rovinando nel fossato e trascinando con s alcuni dei pali e creando una breccia grande abbastanza perch un uomo riuscisse a sgusciarvi attraverso. Per una volta rese grazie all'avvilente clima britanno.
Rimasero entrambi immobili per un attimo, per captare eventuali segni di vita dall'altro lato della palizzata. Ma non si udiva niente, fatta eccezione per la baldoria dall'altro lato dell'insediamento, dove i guerrieri stavano festeggiando la vittoria. Appurato che il passaggio era libero, iniziarono ad arrampicarsi verso la palizzata. Poi Andocommio s'impietr improvvisamente.
Che c'?, sussurr Figulo.
Ascolta.
Figulo affin l'orecchio. All'inizio non ud nulla, poi colse un suono ben preciso in lontananza: il sordo rumore di passi sul terreno ghiacciato. Si volt nella direzione da cui erano venuti e un brivido di terrore gli corse lungo la schiena. Una figura incappucciata si muoveva spedita verso di loro.
Merda, sibil, Non ti muovere.
Entrambi si appiattirono a pancia in gi nel fossato. Figulo osservava con attenzione e lentamente fece scivolare la mano per afferrare la spada, pronto a sguainarla. La figura era ora a meno di dieci passi. Figulo tese tutti i muscoli. Sapeva di dover far fuori il nemico prima che riuscisse a dare l'allarme all'interno. Prese fiato e balz fuori dal fossato, sfoderando contemporaneamente la spada.
Fermo!, strill una voce acuta.
Figulo rimase di sasso. Con sollievo e sconcerto guard Ancasta togliersi il cappuccio del mantello. Mia signora! Che cosa ci fai qui?.
Sono venuta ad aiutarvi, Ancasta fiss la spada. Anche se a quanto vedo pi che dai nemici rischio di essere uccisa dagli amici.
Figulo abbass l'arma e si guard intorno al chiaro di luna per essere certo che nessuno l'avesse seguita. Poi torn a guardare Ancasta: Cosa diavolo pensi di fare?, ringhi.
Non potevo restarmene in disparte. Non sopporto il pensiero di starmene seduta al forte mentre mio padre  prigioniero dei druidi. Voglio aiutarvi.
Non se ne parla.  troppo pericoloso. Pensa a cosa potrebbero farti i druidi se ti prendessero.
Ha ragione, disse Andocommio. Non dovresti essere qui.
So badare a me stessa, se  questo che intendete, disse Ancasta con fierezza, scostando il mantello a mostrare la daga che portava appesa alla cintura.
Figulo scosse la testa: Non posso rischiare, mia signora. Torna al forte.
Ancasta protest: Trenagaso non  solo il re.  anche mio padre ed  mio dovere aiutarvi a liberarlo. E poi, se mi mandate via ora, potrei essere catturata prima che riesca a tornare indietro. O mi portate con voi o, se mi rimandate indietro, dovete augurarvi che non venga fatta prigioniera dal nemico. Scegliete voi.
Figulo strinse i denti. Ancasta aveva ragione. Era troppo rischioso rimandarla al forte e non poteva costringerla ad andare via. Sospir: E va bene, vieni con noi. Ma farai esattamente quello che ti dir. Stammi sempre vicino e non fare niente se non te lo dico io. E per tutti gli di, rimetti il cappuccio per non farti riconoscere.
Un leggero sorriso incresp le labbra di Ancasta al chiaro di luna. Come vuoi, optio.
Si gir quindi verso Andocommio e gli fece cenno di muoversi. Questi, con un gesto di assenso, si arrampic sul vallo per raggiungere la breccia nella palizzata. Gli altri due lo seguirono a breve distanza e, una volta in cima, Figulo gli mise una mano sulla spalla.
Vado prima io.
Con cautela si infil nello stretto passaggio tra i tronchi massicci ed entr nell'insediamento. Davanti a lui si stendeva una confusione di ricoveri per animali e capanne circolari. Pozze di luce arancione fuoriuscivano dalle porte aperte a segnalare i fuochi che ardevano all'interno. A distanza, vide una coppia di guerrieri che faceva la ronda tra le capanne e aspett finch non scomparvero. Qualche minuto dopo lo raggiunse Ancasta, seguita da Andocommio. Per un po' rimasero fermi all'ombra della capanna pi vicina, per essere certi di non farsi vedere. Quindi avanzarono a passo spedito, per i sentieri tortuosi, sempre attenti ai movimenti del nemico.
Con ogni probabilit i prigionieri si trovano nella zona reale, sussurr Andocommio.
Il silenzio che regnava in quella parte dell'insediamento era piuttosto sinistro. Figulo not che qualcuno aveva rovistato in alcune capanne. Le riserve di grano razziate, i pochi averi degli abitanti gettati in strada tra la sporcizia. Diversi cadaveri sparsi nei vicoli bui che si creavano tra una capanna e l'altra, i corpi denudati e orribilmente mutilati. I nativi restavano per lo pi all'interno, raccolti nel calore delle loro case senza il coraggio di avventurarsi fuori.
Diversi fuochi balenavano verso il centro dell'insediamento, non lontano dalla zona reale. Figulo puntava verso quella luce e quando si spinse pi all'interno, ebbe altre prove del regno del terrore instaurato dai druidi. Le fondamenta del nuovo palazzo reale erano state rase al suolo, gli ingegneri ausiliari decapitati e diverse teste erano state infilzate in pali di legno lungo la strada. L'altare dedicato al culto imperiale era stato fatto a pezzi. Figulo prosegu, i nervi a fior di pelle per la paura. Se fossero stati scoperti, di certo i druidi non avrebbero avuto nessuna piet. Sarebbero stati sottoposti a ogni tortura immaginabile, cui avrebbe fatto seguito una morte lenta e dolorosa.
Una grande folla di guerrieri era in piedi intorno all'area del mercato aperto, a breve distanza dal confine della zona regia. I banchi dei mercanti e le locande erano stati rasi al suolo e il terreno era disseminato di frammenti di anfore di terracotta frantumate e suppellettili rotte, in mezzo ai quali i fuochi continuavano ad ardere. Accanto a quello pi grande, c'era un gruppo di nativi legato a un carro da trasporto. Quando un paio di guerrieri gli si avvicin, urlarono terrorizzati. Alcuni di loro implorarono di essere risparmiati. Altri gridavano preghiere ai loro di mentre i guerrieri versavano la pece sul carro inzuppando anche gli uomini. Poi l'altro guerriero fece un passo avanti e lanci una torcia accesa sul mezzo, allontanandosene rapidamente. La folla emise un ruggito profondo allo scoppiare improvviso dell'incendio. Le vittime gemevano agonizzanti, torcendosi disperatamente per liberarsi dalle corde che le tenevano ancorate al carro, nell'inutile tentativo di sfuggire al fuoco. Le grida raggiunsero toni ancora pi alti quando le fiamme avvolsero i busti denudati, provocando nuove dimostrazioni di consenso da parte dei chiassosi spettatori.
Figulo distolse lo sguardo disgustato e si rivolse ad Ancasta: Che succede?, chiese angosciato.
Ancasta si guard intorno, per essere certa che nessuno la udisse. Quando i druidi della Luna Nera prendono un insediamento, a tutti i loro oppositori viene data una possibilit. Accettare il sommo sacerdote come loro unico capo o morire. Questa gente ha rifiutato.
Ma perch?, chiese Figulo, mentre profonde rughe gli solcavano la fronte. Pensavo che i druidi fossero dalla loro parte.
Non  cos semplice. I druidi della Luna Nera non tollerano gli altri culti. Sostengono che il loro sia l'unico vero. Chiunque rifiuta di riconoscere Calumo  considerato un nemico.
Figulo sent lo stomaco annodarsi dal raccapriccio. Tutto ci era peggio di qualsiasi cosa di cui fosse mai stato testimone sotto il regno di Trenagaso. Era qualcosa di molto pi tetro. Una depravazione diabolica, diversa da quanto avesse mai visto prima.
Con la coda dell'occhio, not Andocommio che fissava una serie di uomini su croci improvvisate, allineate lungo la via principale che portava alla porta centrale. Figulo aguzz la vista nel buio e sent un moto di nausea nel riconoscere la guardia del corpo reale. Bellicano e i suoi uomini giacevano appesi a quelle croci, il ventre squarciato e le interiora in un mucchio luccicante ai loro piedi. Andocommio strinse i pugni e tenne a freno il dolore e la rabbia alla vista dei suoi compagni.
Figulo distolse lo sguardo per osservare l'intera area del mercato. Sul lato opposto a dove si trovavano not uno strano gruppo di capanni per il grano. Quattro guerrieri erano accovacciati a terra subito fuori da un grande recito per animali esattamente di fronte ai capanni. Avevano lasciato le lance appoggiate alla porta e si dividevano una giara di vino trafugata al mercato. Figulo li indic ai propri compagni.
Deve essere l che tengono mio padre, sussurr Ancasta.
Se  cos, dobbiamo trovare il modo di superare le guardie, disse a bassa voce Andocommio.
Ancasta si morse il labbro inferiore: E come? Ce ne sono quattro e noi siamo solo tre.
In quel momento si lev un grido. Figulo torn a voltarsi verso il mercato e vide avanzare una fila di prigionieri guidata da alcuni ribelli. Ogni vittima era nuda fino alla cintola e con le mani legate dietro la schiena. Altri guerrieri si avvicinarono in massa alla zona del mercato lanciando grida di incitamento, mentre il primo nativo veniva trascinato davanti a una muta di snelli cani da caccia. I cani tiravano i propri guinzagli, ringhiando malvagiamente e scoprendo i denti. Il prigioniero inizi a tremare dal terrore quando quello che li teneva si pieg, lo indic alle bestie e poi le liber. Al suo comando i cani si slanciarono in avanti e saltarono addosso all'uomo, lacerandolo. La vittima cadde in ginocchio, urlando dal dolore quando un cane lo azzann al volto. Grida di ubriachi salirono dalla folla quando la vittima svuot l'intestino. I cani continuarono a straziare quel corpo molle mentre un altro nativo veniva spinto avanti.
Con i guerrieri che gli davano le spalle, Figulo intravide una possibilit. Si volt verso Ancasta: Aspettate qui.
Dove stai andando?.
Non ho tempo di spiegarti. Aspetta qui e basta.
La donna gli rivolse uno sguardo interrogativo, mentre lui si lanciava verso uno dei fuochi sul lato del mercato e afferrava una torcia direttamente dalle fiamme. Un altro orribile grido squarci l'aria quando i cani assalirono la vittima successiva. Figulo si mosse nell'ombra ai margini del mercato per essere certo che nessuno lo notasse. I guerrieri erano presi dal raccapricciante spettacolo che si svolgeva davanti ai loro occhi e nessuno fece caso a lui, mentre avanzava verso i capanni del grano. Dopo aver dato un'ultima occhiata in giro, si inginocchi e lanci la torcia nella piccola apertura frontale. Poi scatt dietro ai depositi e ai recinti, senza farsi vedere dai guerrieri che erano nel mercato. Le fiamme si stavano gi propagando quando Figulo riemerse dall'ombra accanto alla zona regia.
Uno degli uomini a guardia del ricovero avvist le fiamme e lanci l'allarme ai compagni. Gli uomini abbandonarono velocemente le loro posizioni, afferrando le lance e scattando in direzione della zona regia per andare a prendere l'acqua. Allo stesso tempo altri guerrieri corsero in direzione del mercato e iniziarono a trasferire il grano dalle capanne vicine prima che il fuoco si propagasse. Approfittando della confusione creata dal panico, Figulo si ricongiunse ad Andocommio e Ancasta. Ci fu un ruggito sordo mentre le fiamme consumavano i depositi.
Presto!, esclam senza fiato,  la nostra occasione!.
Scivolarono verso il ricovero, a passo sostenuto ma cercando di non attirare l'attenzione. Figulo si ferm accanto alla costruzione e spi in un piccolo squarcio nel muro di rami di salice intrecciati. Adocchi un gruppo di figure sedute a terra sulla paglia, con i polsi legati da corde. La maggior parte di loro indossava tuniche militari. In mezzo a loro, not un uomo pi anziano, curvo a terra. Era Trenagaso e perdeva sangue da una ferita sul lato della testa.
Il re!, sussurr Figulo eccitato,  qui, l'ho visto!.
Ci fu un attimo di silenzio, poi una voce rauca dall'altra parte della parete disse: Signore, sei tu?.
Figulo sent aumentare i battiti del cuore nel riconoscere la voce di Rullo: Rullo, stai bene?.
Siamo vivi. Come sei arrivato fin qui?.
 una lunga storia. Siamo venuti a salvarvi. Aspettate qui.
Da dentro il recinto Rullo fece un verso di disappunto: A quanto pare non possiamo andare da nessun'altra dannata parte, non trovi?.
Figulo si fece strada attraverso la porta, poi fece leva sulla sbarra. Ma era di legno e fatic per farla scivolare via.
Sbrigati!, lo incalz Andocommio.
Merda, imprec Figulo.  bloccata. Dammi una mano.
Mentre armeggiava sulla chiusura ud un colpo sordo al suo fianco. Andocommio annasp. Il Gallo si gir e vide lo sguardo pieno di sorpresa dipinto sul volto del robusto guerriero durotrigio. Quindi abbass gli occhi sulla punta di daga che gli spuntava all'altezza della gola. Andocommio ebbe uno spasmo quando la lama scomparve all'indietro con un rumore acquoso. Il sangue sgorg dall'ampio squarcio sul collo, scorrendo sul petto tatuato. Il guerriero lanci uno sguardo disperato a Figulo e annasp di nuovo. Poi cadde a terra serrandosi la gola.
Figulo si gir all'istante e un gelo di terrore lo attanagli nel vedere Ancasta in piedi dietro al guerriero morente. Stringeva nella mano destra la daga celtica con la punta ancora insanguinata e le labbra erano tirate in un eloquente sorriso. Figulo port istintivamente la mano alla spada, ma non fu abbastanza rapido e, prima che potesse estrarla, Ancasta gli aveva puntato la daga alla gola. Rest impietrito al suo posto.
Lascia la mano dov', optio, disse gelida la figlia del re. Non darmi un motivo per ucciderti. Sarebbe un peccato farlo subito, prima che i druidi si siano divertiti con te.
Figulo serr la mascella per la rabbia quando Ancasta chiam a raccolta i ribelli. Si udivano gi le grida degli uomini che venivano dalla zona regia nella loro direzione. Se anche fosse riuscito a sopraffarla, non avrebbe mai potuto cavarsela con tutti gli altri guerrieri. Riluttante, tolse la mano dalla spada.
Cosa diamine pensi di fare?, chiese.
Ancasta sorrise: Avanti, optio. Sicuramente lo hai gi indovinato.
La terribile presa di coscienza colp Figulo come un coltello nelle viscere. La guard in cagnesco: Il traditore sei tu.
Preferisco definirmi una leale durotrigia. Al contrario di mio padre.
 per questo che ci hai seguiti fin qui. Per impedirci di liberare Trenagaso.
Non era questo il mio piano originale. Avrei dovuto aprire la porta del forte ai ribelli, ma era costantemente sorvegliata. Non riuscivo neanche ad avvicinarmi. Poi ho sentito del tuo piano per liberare mio padre e ti ho seguito per essere sicura che non ci riuscissi. Ma ora sei finito. Calumo sar contento quando scoprir che ho sventato un piano per liberare il re e preso in ostaggio un ufficiale romano allo stesso tempo, sorrise. Sta andando tutto veramente bene.
Figulo la guard con durezza. Come puoi farlo? Tradire tuo padre.
Il sorriso scomparve e uno sguardo gelido si form sul suo viso:  qui che ti sbagli. Io non tradisco nessuno.  stato mio padre che ha tradito la sua gente, la sua discendenza, la sua razza. Ci ha tradito nel momento in cui  sceso a patti con l'imperatore.
Figulo la guardava con un misto di incredulit e orrore. In tutto questo tempo sei stata al servizio dei druidi?.
Non sempre. Che tu ci creda o no, una volta ero d'accordo con la volont di mio padre di stringere una forte alleanza con Roma, anni prima dell'invasione. Ma quando i druidi della Luna Nera ci hanno esiliato, ho visto con i miei occhi come i Romani trattano i propri alleati. Ho visto quanto ha sofferto il popolo gallo sotto Roma. Poco pi che schiavi nella loro stessa terra, impantanati nella povert a cercare di tirare avanti mentre i proprietari terrieri romani si facevano sempre pi ricchi e opulenti. Allora capii che dovevo evitare che al nostro popolo toccasse la stessa sorte. Quando mio padre annunci che l'imperatore lo avrebbe rimesso sul trono, feci il mio solenne giuramento di fare di tutto per impedirlo.
Un'ondata di rabbia esplose improvvisamente nel petto di Figulo: Non la passerai liscia.
Oh, ma l'ho gi fatto.
In quel momento un rumore di passi si avvicin al recinto e diversi guerrieri arrivarono di corsa brandendo le spade. Uno di loro si fece avanti e si rivolse ad Ancasta in celtico.
Abbassa l'arma.
Ancasta lanci uno sguardo al guerriero: Stupido, sono dalla tua parte, fece un gesto a indicare Figulo: Quest'uomo  un soldato romano. L'ho appena bloccato mentre stava cercando di aiutare il re a fuggire!.
Questo lo vedremo, rispose l'uomo senza mutare tono di voce. Adesso metti gi l'arma o sarai nei guai.
Ancasta esit. Poi lanci la daga da una parte e guard il guerriero in cagnesco: Non sarai contento quando Calumo sapr in che modo hai trattato la vostra spia pi fidata.
Diglielo tu stessa, disse il guerriero.
A quel punto si fece da parte e un'imponente figura ammantata, dal viso orribilmente sfigurato, emerse dall'ombra.
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CAPITOLO 8.
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Ancasta si inchin al sacerdote.
Calumo, mio signore.
Il capo dei druidi della Luna Nera sollev una mano e fece segno ai guerrieri di abbassare le armi. I suoi occhi scuri si fermarono su Figulo per poi tornare subito su Ancasta. Un fischio acuto risuon dalle capanne deposito mentre un gruppetto di uomini era impegnato a spegnere le fiamme.
Ma che sorpresa, bambina mia, squitt con voce dolce Calumo, Non mi aspettavo di vederti qui. Avresti dovuto restare al forte per aiutarci nel nostro attacco di domani.
Ancasta raddrizz la schiena e si schiar la voce: Non ho avuto altra scelta che abbandonare il piano, mio signore. Questi due uomini avevano intenzione di far scappare i prigionieri, spieg indicando il corpo senza vita di Andocommio. Quest'uomo era una delle guardie del corpo di mio padre, l'altro  un soldato romano. Non appena ho saputo del loro progetto, li ho seguiti fin qui e li ho bloccati.
Calumo spost il suo sguardo sinistro su Figulo. L'optio prov un'ondata di repulsione nel vedere il viso del druido cos orribilmente sfigurato. Sulla fronte aveva un tatuaggio a inchiostro di una luna crescente e i capelli, diversamente dai guerrieri che comandava, erano lunghi e raccolti dietro la nuca in una coda di cavallo. Un sorriso fremette sulle sue labbra sottili quando torn a guardare Ancasta.
Hai agito bene, vedo, bambina mia. Molto bene davvero. Ancora una volta hai dimostrato la tua instancabile devozione alla nostra causa. Cruach ricompenser i tuoi sforzi, ne sono certo.
Poi volse lo sguardo verso i capanni del grano e le sue sembianze sfigurate si accigliarono profondamente. Il gruppo di guerrieri era intanto riuscito a domare l'incendio e il fumo si alzava dalla capanna carbonizzata verso il cielo notturno.
 un peccato che tu non sia riuscita a fermarli prima che appiccassero il fuoco alle nostre riserve di grano. Avremo bisogno di tutti i rifornimenti su cui riusciremo a mettere le mani se dobbiamo sconfiggere il nemico, cos ha predetto Cruach.
Chiedo perdono, mio signore, ma ho dovuto aspettare che mi dessero le spalle. Non potevo immaginare che il romano avrebbe appiccato il fuoco. Quando l'ho capito, era troppo tardi.
Un piccolo prezzo da pagare per aver fatto saltare il loro piano, suppongo, riflett il druido. Come siete riusciti ad entrare nell'insediamento? I miei uomini hanno l'ordine tassativo di non far entrare nessuno dalla porta.
Una sezione della palizzata  stata danneggiata dalla tempesta di ieri notte, spieg Ancasta. Avrei voluto avvertirvi, ma ho dovuto raggiungere il forte non appena sono arrivati i tuoi soldati.
Calumo annu come chi la sa lunga. Capisco. Dovremo mandare delle guardie a ripararla. Magari potresti mostrare tu il punto preciso ai miei uomini quando avremo finito qui.
Naturalmente, mio signore.
Per lo meno sei riuscita a farti un'idea di quanti uomini ci sono chiusi nel forte?
Non pi di un centinaio. Alcuni sono feriti e fortemente scossi dalla sconfitta sofferta al forte sulla collina. A stento riescono a difendere la palizzata.
Eccellente. Allora non dovrebbero rappresentare una grande minaccia quando domani attaccheremo il forte. Ci fu un attimo di silenzio, poi Calumo si gir verso Figulo, osservandolo incuriosito. Quindi costui  un romano. Per Lud, sembra pi celtico di alcuni dei miei uomini.
 gallo, mio signore.
Il capo dei druidi fece un'espressione meravigliata: Un compagno celta? Ha un nome?.
Orazio Figulo, optio della Seconda Legione, rispose Figulo nel dialetto dei nativi con il tono pi autoritario che riusc a chiamare a raccolta. Mi potrai torturare quanto vuoi, bastardo, ma non parler!.
Calumo sorrise, rivelando una fila regolare di denti ingialliti: Parole coraggiose, Gallo. Hai davvero le palle. Per ora. Ma non ti torturer, non ne ho bisogno. Ho avuto tutte le informazioni che mi servivano dalla nostra spia. Fece una pausa. Quindi sei un optio? Non avrei immaginato che a Roma si usasse promuovere uomini tanto giovani. O forse l'occupazione delle nostre terre ha richiesto ai vostri eserciti un tributo pi grande di quanto immaginassi.
Figulo gli lanci uno sguardo di sfida: Semplicemente sono bravo a uccidere Britanni.
Un lampo di rabbia attravers gli occhi di Calumo, che si spalancarono pericolosamente per un istante. Poi sorrise debolmente: Presumo che tu sappia chi io sia.
Figulo annu: Sei quello che chiamano il Sacerdote del Sangue.
Cos mi chiamano i miei nemici, s. Ma lo sai perch?.
Perch sei un malato bastardo assassino.
Calumo scosse la testa: Ti sbagli, Gallo. Io uccido solo chi merita la morte.
E allora questa gente?, ribatt Figulo indicando la fila di teste esposte tutt'intorno all'area del mercato, Cos'hanno fatto per meritare di essere maciullati in quel modo?.
Sono stati deviati. Hanno abbandonato la vera via indicata dei nostri di, la voce del druido suonava triste. Roma ha corrotto le nostre terre con la sua cultura e le sue credenze depravate. Ora il regno deve essere purificato.
Contrariato, Figulo disse: Sembra pi una scusa per uccidere chi non concorda con le tue idee distorte.
A Roma  forse diverso?, replic il druido con una smorfia. Chiunque non riconosca l'imperatore viene ucciso. I nostri fratelli sono stati sterminati a migliaia dalle vostre legioni e molti di pi costretti in schiavit. Non siete altro che macellai.
Figulo scosse la testa rabbioso: No, siamo soldati. Uccidiamo sul campo di battaglia e non per il piacere di farlo.
La sua risposta sembr far infuriare Calumo che lo fiss duramente, gli occhi come fori scavati nel viso mentre i muscoli si torcevano per la rabbia, No, Gallo. Stiamo solamente placando l'ira di Cruach, le tue legioni hanno irritato il nostro dio della guerra quando hanno invaso le nostre terre. Le tue truppe hanno distrutto i nostri boschi sacri, bandito i nostri culti e costretto gli uomini ad adorare divinit straniere. Cruach ha chiesto il sangue dei soldati romani e noi faremo tutto il possibile per compiacerlo e ricacciarvi al di l del mare.
Non riuscirete a vincere. Vedrai.
Ah no?, Calumo fece un passo avanti e Figulo sent una zaffata del suo alito rancido. Oggi abbiamo dimostrato di potervi sconfiggere. La vittoria al forte ne ispirer altre. A migliaia si uniranno alla nostra causa e sul loro stesso sangue giureranno a Cruach di distruggere l'invasore.
Figulo scosse la testa con veemenza: I tuoi guerrieri non possono farcela contro le nostre legioni. Una fede fanatica non pu nulla contro la disciplina e l'abilit sul campo di battaglia. Potrete vincere qualche schermaglia, ma alla fine sarete sconfitti, esattamente come le altre trib che abbiamo combattuto.
La nostra volont non  debole come quella degli altri. I druidi della Luna Nera non si fermeranno fino a quando l'ultima goccia di sangue romano non verr versata. Non ci daremo mai per vinti.
Lo sguardo negli occhi del druido era di odio totale. Parlava con il fervore di un vero fanatico e Figulo comprese come avesse fatto a ispirare i nativi disillusi ad abbracciare la sua causa. Era impossibile discutere con un uomo come Calumo. Era certo della vittoria assoluta del suo culto contro Roma e nulla di ci che Figulo avesse detto lo avrebbe convinto del contrario. Un uomo del genere sarebbe stato capace di trascinare i Durotrigi in una guerra lunga e amara, ispirando i nativi oppressi con la fiera retorica di armarsi contro Roma, e Figulo cap che una campagna contro di lui e i suoi fanatici seguaci avrebbe potuto trascinarsi per anni.
Questa trib ha gi sofferto abbastanza. In questo modo non farai che aggiungere ulteriore tormento.
Calumo diede un'alzata di spalle: Cruach chiede ai propri seguaci di offrire sacrifici. La pelle del re avr il suo valore ai suoi occhi quando sar strappata dalla carne e inchiodata alle porte della sala reale. Cruach ne sar compiaciuto.
Figulo riboll di rabbia. Strinse i pugni e fiss Calumo. Un ghigno malvagio comparve sul suo viso mutilato, Mentre per te e i tuoi compagni ho pensato a una bella sorpresa.
Figulo si sent gelare dal terrore. Il druido sorrise. Le labbra tremavano di una crudele eccitazione quando prosegu.
Domani, prima di uccidere il re, si raduner una grande folla per vedere te e i tuoi soldati che verrete dati alle fiamme, fece una pausa. Ti far morire per ultimo. Potrai vedere i tuoi compagni uno a uno urlare come bambini, con la certezza di subire la stessa sorte, alla fine. Che ne pensi, Gallo? Puoi perfino decidere chi far morire per primo.
La rabbia di Figulo esplose. Fece un passo avanti verso il sacerdote, ma le guardie scattarono ad afferrarlo, allontanandolo da Calumo: Tu, crudele bastardo! La pagherai! Lo giuro su Giove, unico e grande!.
Il druido gli si fece pi vicino. C'era un lampo di pura malvagit nei suoi occhi quando parl con voce fremente di rabbia: Vediamo quanto sarai coraggioso domani, quando daremo fuoco ai tuoi amici.
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CAPITOLO 9.
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Le torture sui prigionieri nativi proseguirono per tutta la notte. Figulo era seduto in un angolo del maleodorante riparo per animali con gli avambracci poggiati sulle ginocchia, ad ascoltare le terribili urla delle vittime, intervallate dalle risate ubriache dei carnefici ribelli. Intorno all'optio, un'altra dozzina di prigionieri sedeva in un silenzio abbattuto, con il presagio del terribile fato che li attendeva l'indomani impresso sul volto.
Stavolta siamo davvero nella merda, signore, disse Rullo, seduto con le spalle appoggiate alla parete.
Figulo si guard intorno: A quanto pare.
Dopo il confronto con Calumo le guardie lo avevano gettato l dentro, legandogli i polsi con una corda. Un collare di cuoio lo teneva unito ai compagni impedendo a chiunque di allontanarsi troppo dagli altri. Il pavimento di paglia era cosparso di pozze di letame e un pungente odore di urina e sudore saturava l'aria. Alcuni prigionieri avevano lo sguardo fisso a terra, altri cercavano almeno una posizione pi comoda in quello squallore. Solo Helva rifiutava di arrendersi a quella macabra depressione. Accovacciato accanto alla porta, spiava i movimenti dei nemici da una fessura della parete di salici intrecciati, come se aspettasse l'occasione buona per fuggire. Era una vana speranza, Figulo lo sapeva.
Cos' successo al re?, chiese.
Trenagaso giaceva sulla schiena in un angolo, con la tunica stracciata e macchiata di sangue e sporcizia e una profonda ferita sul cuoio capelluto. Respirava debolmente, in uno stato di semi incoscienza.
Lui? Ha preso un colpo in testa quando i druidi hanno attaccato la sala reale, disse Rullo. Ce l'ha raccontato una delle sue guardie del corpo quando sono state qui prima, fece una pausa. prima che le portassero via.
Quindi non sa di Ancasta.
No.
Forse  meglio cos.
Rullo fece un'alzata di spalle: Dopotutto che importa, signore? Lo faranno fuori nel giro di poche ore. Insieme a tutti noi.
Helva si stacc dalla parete e scosse la testa: Non pu finire cos. Deve esserci un altro modo, di sicuro.
Non c' scampo, ragazzo, bofonchi Rullo. Non con questi bastardi che fanno la guardia alla porta.
Figulo serr la mascella. Per quanto gli pesasse ammetterlo, Rullo aveva ragione. Ogni tentativo di fuggire da l era destinato a fallire. Oltre alle corde e ai collari che li univano, Calumo aveva posizionato diversi uomini di guardia fuori della porta. Anche se in un modo o nell'altro fossero riusciti a superare le sentinelle, erano nel mezzo di un insediamento che pullulava di nemici di Roma. Non avrebbero fatto molta strada prima che qualcuno li scoprisse e desse l'allarme.
Magari arriveranno i rinforzi?, sugger Helva speranzoso. C' ancora tempo.
Non alimenter le tue speranze, ragazzo, rispose Rullo. Anche se arrivasse la colonna, i druidi ci faranno a pezzi prima che qualcuno riesca a liberarci. In un modo o nell'altro, siamo fottuti.
Rullo ha ragione, aggiunse Figulo mestamente. Non possiamo contare sui rinforzi. Non riuscirebbero comunque a salvarci.
Helva sembr sconvolto: Allora  cos, signore?  finita per noi?.
Figulo scosse le spalle e guard altrove. Un'ondata di nera disperazione lo avvolse. Non era riuscito a salvare n il re n i suoi compagni. I suoi sforzi erano stati vani. Ora i prigionieri avrebbero pagato un prezzo terribile, bruciati vivi davanti ai ribelli in festa. Figulo rabbrivid alla sola idea. Nelle ultime ore aveva cercato in tutti i modi di non pensare alla sua ormai prossima esecuzione, ma alla fine aveva dovuto soccombere a quell'orribile scenario. Immagin il dolore lancinante delle fiamme disfargli la pelle, avvolgergli le gambe prima di attaccare il corpo, il fumo riempirgli le narici con l'acre odore di bruciato della sua stessa carne...
All'improvviso si sent profondamente stanco. Era esausto come mai gli era accaduto in vita sua. Gambe e braccia gli cedevano anelando il riposo, nonostante il terribile orrore che lo consumava. Alla fine appoggi la testa alla parete, lo sguardo in alto alle stelle sfavillanti, e chiuse gli occhi.
Finalmente le urla si placarono e una calda luce tinse il cielo, quando i primi raggi apparvero all'orizzonte. Figulo guard il sole sorgere per l'ultima volta, con i muscoli dello stomaco contratti dal gelido terrore per l'approssimarsi della sua esecuzione. Ud una serie di urla e grugniti provenire dall'esterno, mentre i druidi risvegliavano gli uomini dal loro sonno e ordinavano di prepararsi all'attacco del forte. Con l'arrivo dell'alba, l'aria si riemp dell'aroma di maiale arrostito portato dal vento all'interno del ricovero, che gli fece aggrovigliare lo stomaco gi in preda alla nausea. Di lontano udiva il chiasso della folla che si radunava nell'area del mercato, inframmezzato da mormorii di eccitazione.
Sembra che stiano accendendo un fuoco, rifer Helva che spiava all'esterno. E ci stanno mettendo delle gabbie di legno intorno, signore.
Bastardi, disse Rullo a bassa voce. Ormai manca poco.
Figulo annu lentamente.
Helva si gir con espressione terrorizzata. Allora  vero? Stiamo veramente per morire?.
Il Gallo abbass il capo: Mi dispiace, ragazzo.
Helva imprec tra s e s e si lasci cadere contro la parete. La tensione della paura incombeva sui prigionieri. Alcuni si presero la testa fra le mani borbottando preghiere ai propri di. Altri, inconsolabili, sussultavano per la paura e battevano i pugni a terra per la disperazione. Alcuni, pochi, avevano semplicemente lo sguardo fisso e un'espressione vuota, ormai rassegnati alla morte.
Figulo guardava altrove, furibondo e frustrato per quella situazione disperata. Tutti i suoi sforzi non avevano portato a nulla, e alla fine sarebbe morto in quello squallido angolo di mondo conosciuto. Messo a morte dal nemico, senza neanche potersi permettere la dignit di un funerale romano. Chiuse gli occhi e si chiese brevemente cosa ne sarebbe stato di Lindinis dopo la sua morte. La colonna avrebbe sicuramente cacciato i ribelli dall'insediamento, ma tutte le vittorie romane sarebbero state di breve durata. Nonostante ci che aveva detto con arroganza a Calumo sul trionfo finale di Roma, sapeva che la vittoria sui druidi della Luna Nera era ancora ben lontana. Forse i ribelli non sarebbero riusciti a mantenere il controllo di quell'insediamento, ma le voci circa la sconfitta della coorte ausiliaria si sarebbero diffuse in tutta la regione, incoraggiando sempre pi guerrieri nativi a unirsi a loro. Avevano effettivamente abbastanza forze per sconfiggere le guarnigioni e gli avamposti romani gi a ranghi ridotti. E allora avrebbero avuto la strada spianata. Calleva, Noviomago, Londinium... nessuna citt sarebbe stata al sicuro. Figulo serr la mascella. Aveva davanti agli occhi l'incubo di una sollevazione di druidi in Britannia e non c'era niente da fare.
In un angolo, not Helva con lo sguardo sconsolato fisso a terra. Preoccupato, ragazzo?, chiese a bassa voce.
Helva sollev il viso e deglut: Terrorizzato, signore.
Rullo si pieg in avanti e guard il giovane dritto negli occhi: Ricorda solo che sei un soldato di Roma. Sei migliore di loro. Quando arriva la tua ora, non far vedere a questi bastardi che hai paura. Non dargli questa soddisfazione. Indic la porta: Quando uscirai da qui, morirai come un maledetto romano.
Sissignore.
Ehi, l dentro!, url una delle guardie dall'esterno. Chiudete quella bocca o vengo l e vi taglio la lingua!.
Le guardie scoppiarono a ridere e i prigionieri rimasero in un macabro silenzio. Rullo guard bellicoso verso la porta, poi scosse la testa: A quanto pare alla fine non arriver al pensionamento, signore.
Figulo sorrise debolmente: E comunque ho sentito dire che la Siria  sopravvalutata.
Rullo schiuse le labbra per rispondere, ma proprio allora si ud un grande frastuono all'esterno. C'era stato uno schianto assordante dall'altra parte dell'insediamento, intervallato da urla affannate e passi affrettati che si allontanavano dalla zona del mercato. Figulo si trascin avanti e aguzz la vista in una stretta fessura tra le assi di legno. Oltre il muro di case circolari c'era grande agitazione e masse di nativi brandivano le armi correndo in direzione della porta principale, urlando ai propri compagni di seguirli. La folla intorno al mercato inizi a disperdersi, mentre gli abitanti afferravano i propri cari e si rifugiavano in gran fretta nelle case, nell'ansia di non farsi cogliere nel mezzo della battaglia. Risuon un altro schianto assordante e le grosse travi di legno della porta tremarono sui cardini.
I romani stanno attaccando!, grid una voce.
Quei bastardi si devono essere avvicinati di nascosto durante la notte!, disse una delle guardie al di fuori del ricovero per gli animali. Forza ragazzi, alla porta principale.
E i prigionieri?, chiese un altro.
Lasciamoli ai druidi. Un rapido sacrificio ci aiuter a ricacciare indietro quella feccia.
Le guardie afferrarono le lance e corsero lungo la via principale che conduceva alla porta, mentre un altro frastuono risuon per tutto l'insediamento. A quella distanza Figulo riusc a vedere una moltitudine di ribelli armati che si affollavano contro i battenti, pestando i piedi a terra e ruggendo di eccitazione mentre aspettavano di respingere i soldati romani sul lato pi lontano. Seppure avessero riconquistato l'insediamento, ci sarebbe avvenuto dopo una feroce battaglia, si rese conto Figulo. Quando la colonna di rinforzi fosse riuscita a sfondare la porta principale, per i prigionieri sarebbe stato ormai troppo tardi. Si allontan dalla parete e guard in faccia i propri compagni: Sono i rinforzi da Calleva. Devono essere loro.
Helva si batt il pugno sulla coscia: Siano ringraziati gli di, signore! Siamo salvi!.
Figulo scosse la testa: I druidi ci uccideranno prima che i nostri riescano a entrare. Non possiamo aspettare.
Helva fece schioccare la lingua: Che cosa dobbiamo fare, signore?.
L'optio fece un gesto con il pollice a indicare la porta: Gli uomini messi a guardia qui fuori se ne sono andati per unirsi ai loro compagni.  la nostra occasione per fuggire. Dobbiamo trovare il modo di uscire prima che arrivino i druidi. Possiamo scappare nello stesso modo in cui sono venuto io, attraverso la breccia sul lato pi lontano della palizzata.
Non stai dimenticando qualcosa?, Rullo sollev le mani, indicando le legature ai polsi. Come pensi che riusciremo a liberarci di questi maledetti affari?.
Figulo non disse niente. Allung le braccia nelle pieghe del perizoma e rovist tra gli sguardi interrogativi degli altri prigionieri. Poi trov quello che cercava e tir fuori l'amuleto d'argento tutto ammaccato che si era portato dal forte. Lo sollev alla pallida luce del mattino. Era scheggiato da una parte, e lo spigolo consumato era abbastanza affilato da servire allo scopo.
Il mio amuleto portafortuna. Ancasta me lo ha restituito ieri. Lo ha trovato nella sala reale. Devo averlo perduto l mentre servivo nella guardia reale.
E lo hai tenuto l per tutto questo tempo?, chiese incredulo Rullo.
Figulo sogghign: Non vado da nessuna parte senza. A quanto pare ci torna utile, non trovi?.
Rullo lo fiss: E allora sbrigati e dammi i polsi, signore.
Figulo gli pass l'amuleto, Helva si fece avanti e continu a fare la guardia mentre Rullo armeggiava con le funi dell'optio. Si concentr al massimo, tenendolo tra il pollice e il medio e lavorando la corda con il bordo tagliente. I lacci logorati finalmente iniziarono a cedere. Mentre Rullo si dava da fare con le corde, un altro boato risuon dall'esterno dell'insediamento, seguito da un ruggito dei ribelli, e Figulo cap che mancava poco al momento in cui la legione avrebbe travolto la feroce difesa dei nativi. Alla fine Rullo riusc a tagliare i lacci restanti e Figulo si liber i polsi prima di strapparsi il collare di cuoio.
Ora il re!, disse Figulo, Presto!.
Rullo gli pass il medaglione e Figulo corse da Trenagaso, con il cuore che batteva all'impazzata. Il sovrano aveva ripreso conoscenza e guardava il Gallo con un'espressione stordita. Gli occhi erano gonfi e le labbra screpolate.
Optio...?, gracchi sbattendo le palpebre, Che cosa succede?.
Ti portiamo fuori di qui, maest.
Il re pos lo sguardo sugli altri prigionieri. Ancasta... ...  salva?.
Figulo si morse la lingua. Ci sarebbe stato tempo dopo per raccontare al re del tradimento della figlia. Lei non  qui. Adesso stai fermo.
Prese l'amuleto e seg febbrilmente le corde che tenevano Trenagaso. Sembravano non voler cedere. Finalmente riusc a liberarlo. Il re gemette e si tocc le mani dai polsi arrossati mentre Figulo tagliava via il collare. Poi si rivolse a Rullo. Ma prima che potesse tagliare le corde del legionario, Helva si ritrasse improvvisamente dalla parete, con lo sguardo terrorizzato.
Il nemico si avvicina, signore!.
Figulo corse a mettere l'occhio alla fessura. Due ribelli dall'aspetto corpulento si affrettavano con decisione lungo il mercato verso il riparo per gli animali. Figulo si volt e pos un ginocchio a terra accanto a Rullo.
Dammi i polsi, svelto. Non abbiamo molto tempo!.
Il veterano scosse la testa: No, signore.
Per un attimo Figulo rimase troppo sorpreso per ribattere. Fissava incredulo l'amico. A distanza sentiva i passi dei due ribelli che si avvicinavano. Sei diventato matto? Il nemico sar qui a momenti.
Proprio per questo dovete andare, signore.  troppo tardi per noi. Dovete uscire da qui finch potete. Non c' tempo per liberare noi, ma puoi ancora salvare il re.
Figulo scosse la testa con determinazione: Balle. Non ti lascio qui.
Dalla porta Helva grid: Sono quasi arrivati, signore!.
Rullo lanci uno sguardo al giovane poi torn su Figulo: Cosa vorresti fare? Combatterli? Ci sono nemici a centinaia e noi siamo pochi. Non abbiamo alcuna possibilit. Devi scappare ora.  la tua unica opportunit di portare il re fuori di qui, prima che Calumo e i suoi compari lo mettano a morte.
Ma....
Signore!, c'era una determinazione nella sua voce che lo colse di sorpresa. Rullo lo guardava dritto negli occhi. Dammi retta. Devi andare. Nessuno sentir la mancanza di un vecchio bastardo come me. Ma se il re muore, avranno vinto loro.
Figulo rimase immobile per un momento, soppesando la situazione. Il pensiero di abbandonare i suoi compagni lo faceva star male fin dentro le viscere, ma in effetti non c'era tempo sufficiente per liberare tutti i soldati. Rimanere avrebbe significato morte certa per tutti loro, compreso Trenagaso.
Torner a prenderti, disse.
Ti impongo di mantenere la promessa, signore, sorrise tristemente Rullo. Ora vedi di darti una maledetta mossa.
Figulo si precipit dal re e lo aiut a rimettersi in piedi. Trenagaso gemette debolmente, muovendosi con difficolt mentre l'optio lo scortava attraverso le pozze e la sporcizia, in direzione dell'uscita. Fece appoggiare il re alla parete e prov a salire sopra la porta per sollevare la spranga dalla parte opposta, ma era di poco al di fuori della sua portata e dovette mettersi in punta di piedi per raggiungerla. Non appena riusc a liberare la spranga ud un urlo selvaggio. Guard avanti e vide due ribelli a breve distanza. Uno di loro si era bloccato di colpo quando aveva scorto Figulo sporgersi dalla porta. L'altro rugg freneticamente e scatt in avanti digrignando i denti. Figulo fece scattare la chiusura con tutta la forza che aveva e l'anta si spalanc trascinandolo con s.
Rovin a terra a pochi passi dai due ribelli che avanzavano velocemente, ma scatt in piedi quando uno dei due gli scagli contro la lancia con la punta a forma di foglia. Figulo rotol di lato per evitarla, poi avanz buttandosi addosso al nemico. L'uomo esplose in un forte grugnito e scatt all'indietro. Allora Figulo lo atterr con un gran colpo alla mandibola; ci fu uno schianto sordo mentre gli occhi si infossavano nelle orbite. Il ribelle cadde e allent la presa sulla lancia. L'optio allung la mano e l'afferr, mentre si voltava ad affrontare l'altro. L'uomo aveva sfoderato la spada e caricava verso di lui, emettendo grida selvagge. Non c'era tempo da perdere. Figulo tir indietro il braccio e scagli l'arma contro il ribelle con tutta la forza che aveva. La lancia fendette l'aria e gli si conficc in vita. L'uomo url cadendo in ginocchio, con il legno che sporgeva dallo stomaco. Le sue grida avevano allertato i compagni al mercato e si udirono grida provenire dai guerrieri e dai druidi che si stavano preparando al sacrificio.
Non c'era tempo da perdere. Figulo scatt indietro, il sangue che rombava nelle orecchie. Afferr Trenagaso, mettendogli un braccio intorno alla vita per sostenerlo. Mentre scappavano in fretta dal riparo ud un profondo e sordo schianto alla porta principale. Si guard intorno e vide la sbarra di chiusura spezzata in due. Per un istante fugace le ante minacciarono di aprirsi e la luce filtr tra i pali. Con un ruggito i ribelli si slanciarono avanti, spingendo con tutta la forza che avevano prima che i Romani potessero aprirsi un varco. La porta rimase chiusa e i battenti immobili, bloccati dalla spinta contro gli spessi pali.
Figulo rivolse la propria attenzione alle voci provenienti dal mercato e vide Calumo e Ancasta correre avanti, accompagnati da circa otto guerrieri ribelli che brandivano le loro spade. La donna indic infuriata il re ai suoi compagni.
Stanno scappando!, strill. Prendeteli!.
Figulo volt le spalle al recinto e insieme al re prese la direzione opposta al mercato, attraverso gli stretti vicoli che si snodavano tra le abitazioni, nel tentativo di seminare i propri inseguitori. Si guard intorno cercando di orientarsi. Davanti a loro, poco oltre le capanne, c'era la zona regia. Sapeva, per aver servito nella guardia, che c'era un sentiero laterale dall'altra parte della recinzione, che lo avrebbe portato dalla parte opposta dell'insediamento. Da l avrebbero provato a scivolare fuori attraverso la breccia. Era una debole speranza, ma doveva tentare. Continu in quella direzione, le grida e le urla della dura battaglia alla porta si affievolivano. Figulo si guard alle spalle e vide che gli inseguitori li avevano persi di vista e, per un momento, azzard la speranza di potercela fare.
Continuarono a trascinarsi avanti, rimanendo al centro della strada per evitare i cumuli di immondizia ammucchiati fuori dalle abitazioni. Trenagaso scivol in una pozzanghera rischiando di cadere, ma Figulo lo afferr all'ultimo momento e proseguirono. Tuttavia il re era in affanno, faticava a tenere il passo e Figulo sapeva che i nemici non avrebbero impiegato molto a ritrovarli. Poteva sentire i rumori degli inseguitori farsi sempre pi vicini. Il sentiero alla fine confluiva in quello principale, accanto alla zona regia.
Presto, maest!, incalz Figulo. Ci siamo quasi!.
Il re arrancava con il respiro rotto dalla fatica. Il rumore degli inseguitori dietro di loro si faceva sempre pi forte man mano che i ribelli avanzavano, urlando le loro intenzioni omicide. Figulo guard indietro e vide che non erano che a una quindicina di passi da loro. Si volt di nuovo avanti e riprese, con il cuore che batteva tanto forte nel petto da nascondere quasi il rumore del nemico in caccia. Poi giunsero alla fine del sentiero e si trovarono su quello principale di fronte alla zona regia. La porta era stata abbattuta e le teste mozzate delle vittime dei druidi erano allineate lungo la palizzata. Diversi guerrieri si riversarono fuori dall'ingresso distrutto, portando lance e spade. Erano tutti ansiosi di correre per unirsi ai compagni all'entrata principale del forte e nessuno fece caso all'optio e al re che avanzavano nella buia strada laterale.
Non appena furono nei pressi della strada, Trenagaso lanci un grido di dolore, scivolando e cadendo lungo disteso, e atterrando con un tonfo sordo. Figulo si blocc e imprec tra s e s. Si fece velocemente accanto al re stordito e cerc di aiutarlo a rimettersi in piedi, con il sangue che gli pulsava selvaggiamente nelle orecchie.
Maest! In piedi!, lo implor.
Trenagaso sussult quando l'optio lo sollev. In quello stesso istante Ancasta apparve correndo sul sentiero e grid di catturare i prigionieri prima che scappassero. I ribelli sbucarono tutt'intorno, accerchiando l'optio, e sbarrandogli la strada verso il sentiero laterale. Figulo li osservava mentre li intrappolavano, le armi sguainate e pronte a colpire. Si ferm e si sent sprofondare. Abbass il capo, bruciando di rabbia e delusione. Erano circondati. Era finita. Il suo tentativo di fuga era fallito. Sarebbe morto quel giorno, alla fine.
I ribelli si aprirono in due ali e Calumo avanz in mezzo a loro con un sorriso sadico. Ancasta gli stava accanto in silenzio. In lontananza il rumore della battaglia alla porta principale aumentava sempre di pi. Trenagaso scosse la testa e pos il suo sguardo penetrante sulla figlia. Era pallido e la sua espressione indurita dalla rabbia pi amara.
Tu...! Figlia, come hai potuto tradire la tua stessa carne e il tuo stesso sangue... il tuo re?.
Ancasta sput a terra, Non mi hai lasciato scelta. Tu hai tradito la tua stirpe nel momento in cui hai appoggiato Roma. E adesso morirai. Poi fiss Figulo: Morirete entrambi.
Va' al diavolo!, sibil Figulo con fare di sfida.
Calumo si volt verso i suoi seguaci: Cosa state aspettando? Portateli al mercato. Faremo un unico sacrificio a Cruach.
Alcuni dei guerrieri ribelli abbassarono le armi e fecero un passo avanti. Uno afferr Trenagaso mentre l'altro prese Figulo per il braccio. Quando si girarono per trascinarli via, rimbomb uno schianto improvviso, seguito da grida di panico. Figulo e i ribelli si girarono contemporaneamente in quella direzione. Nello stesso istante la porta principale cedette sui cardini e i soldati romani irruppero a centinaia, sovrastando i ranghi dei guerrieri ammassati che si trovarono davanti. Quelli che erano pi lontani si girarono e fuggirono. Lo sguardo trionfante sul viso di Ancasta svan alla vista dei legionari, dell'aquila d'oro sullo stendardo alzato che luccicava alla luce del mattino, mentre irrompevano tra i guerrieri ribelli.
I romani!, grid uno di loro. Hanno sfondato!.
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CAPITOLO 10.
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Quando i rinforzi fecero irruzione nell'insediamento, Figulo sent il cuore riempirsi di speranza. Per un attimo Calumo e i suoi seguaci si guardarono l'un l'altro terrorizzati. Un pugno di guerrieri durotrigi delle prime file si scagli contro i legionari nel vano tentativo di bloccare, o quanto meno ritardare, l'avanzata, tagliando e squarciando gli oppositori per quanto potevano, ma i legionari sollevarono gli scudi e presentarono un fronte solido contro i ribelli, pugnalandoli non appena questi scoprivano incautamente il corpo. Quando le prime file soccombettero alla carica dei romani, i rivoltosi si voltarono e fuggirono. Alcuni si riversarono per i vicoli laterali inseguiti dai Romani, mentre la maggior parte si ritir verso la zona regia. Al grido del centurione al comando, i suoi uomini lanciarono i giavellotti verso i fuggitivi. Un'ondata di lance piomb su di loro infilzandone a dozzine a pochi passi da Figulo. Un uomo lanci un grido gorgogliante quando il giavellotto lo colp alla base del collo, con la punta di ferro che sbucava dalla gola e il sangue che sgorgava copioso.
Calumo fissava quel caos con rabbia gelida. Si gir vero i ribelli in fuga e, con la punta della propria lancia, indic i Romani che avanzavano: Restate qui e combattete.  Cruach che ve lo ordina! Non fuggite davanti a questa feccia di Romani!.
Non appena pronunci queste parole, un'altra pioggia di giavellotti fendette l'aria, infilzando alla schiena i Britanni in ritirata. Gruppi di ribelli obbedirono al loro capo, raddoppiando le grida e voltandosi per fronteggiare i Romani che avanzavano a scudi levati. L'attacco raggiunse il culmine quando i legionari penetrarono tra i Britanni con un devastante turbinio di colpi. I ribelli pi vicini ai Romani scomparvero sotto le spade e vennero sopraffatti. Presto il sentiero fu disseminato di morti e moribondi e il sangue prese a scorrere liberamente per le strade, mescolandosi al fango e alla sporcizia.
Dalla retroguardia delle truppe ribelli Calumo non demordeva, imponendo ai propri uomini di resistere. Figulo vide Ancasta che lo strattonava insistendo perch scappasse. L'optio guard l'uomo al suo fianco. Il guerriero osservava inebetito lo svolgersi della battaglia come se fosse sotto l'effetto di un incantesimo. Figulo tese i muscoli del collo e fece scattare la testa in avanti, colpendolo con la fronte alla base del naso. Ci fu un rumore secco quando l'osso si spezz e il ribelle gemette barcollando all'indietro, premendosi una mano contro il naso fratturato e sanguinante. Figulo lo segu prima che potesse riprendersi, facendo un passo verso di lui e colpendolo forte all'addome. Quello si pieg all'altezza della vita e perse la presa sull'arma. Il Gallo raccolse la spada da terra. Il ribelle cap troppo tardi quello che stava accadendo e gli si lanci addosso, ma Figulo scatt in avanti e lo colp. Il britanno annasp dolorante quando la lama lo infilz allo stomaco. Figulo fece fare un giro alla lama per sicurezza. Il ribelle ebbe un violento spasmo, poi il Gallo liber la lama e si guard intorno, in cerca del re. 
A Figulo si gel il sangue nelle vene quando scorse Trenagaso che veniva trascinato via dagli uomini di Calumo. Il druido e i suoi fedeli seguaci correvano lungo la via principale diretti dall'altra parte dell'insediamento. Calumo richiam un paio di guerrieri e li invi nella zona del mercato a prelevare gli altri prigionieri. I legionari erano troppo occupati ad attaccare l'esercito principale dei ribelli per rendersi conto che il capo dei druidi stava scappando. Figulo si volt per inseguirlo ma un pesante guerriero tatuato gli blocc il passo, i denti scoperti in una smorfia minacciosa. Si lanci in un affondo, ruggendo come un pazzo, ma Figulo par il colpo, poi fece una finta e mir dritto alla gola dell'avversario. Il ribelle dalla corporatura massiccia si protesse con lo scudo ovale, poi torn all'attacco, stavolta puntando la lama all'addome dell'optio. Figulo cap la sua mossa e si spost di lato, evitando il colpo. Poi si slanci contro il Britanno prima che questi potesse riprendersi, conficcandogli la lama nel petto all'altezza dell'ascella. Il guerriero strabuzz gli occhi per il dolore. Grugn e allung un braccio, artigliando il viso di Figulo nel tentativo di cavargli gli occhi. Il Gallo spinse la lama pi a fondo, perforandogli il cuore. Con gli occhi fuori dalle orbite, quello perse la forza nelle braccia e croll a terra in una pozza di sangue. Figulo recuper l'arma e sollev lo sguardo, ma Calumo e Ancasta erano scomparsi, e il re con loro.
Poi ci fu un grido alle sue spalle e vide le forze ribelli che si sparpagliavano. Alcuni di loro si lanciarono verso la palizzata, sperando di fuggire da l. Altri gettarono le armi e provarono ad arrendersi, ma i Romani non erano nello spirito di mostrare piet, e li sterminarono nonostante quelli implorassero di essere risparmiati. Con la coda dell'occhio, Figulo vide una figura muoversi nell'ombra e caricare contro di lui, la spada tirata indietro pronta ad affondare il colpo. Quando riconobbe l'elmo e l'armatura da legionario, sollev immediatamente una mano per proteggersi da quella punta scintillante diretta verso il collo.
Fermo! Sono romano!.
Il legionario si blocc , colpito dal suo perfetto latino, ma mantenne la spada in posizione di attacco. Intorno a loro dozzine di corpi di nativi erano disseminati sul sentiero. In lontananza, Figulo vedeva gruppi di legionari dare la caccia ai pochi ribelli britanni sopravvissuti che provavano a sfuggire alla furia omicida.
Balle!, disse il legionario.
Figulo mantenne basso il braccio dell'arma e replic nel modo pi determinato che gli riusc: Mi chiamo Orazio Figulo, optio della Sesta Centuria, Quinta Coorte, Seconda Legione.
Un'ombra di dubbio attravers lo sguardo del legionario: Sei il giovane Ocella?.
Prima che Figulo potesse replicare, un tribuno dalla carnagione scura avanz a passo spedito verso di loro. Aveva la pancetta e le spalle larghe di chi sa come si combatte, ma che si concede anche i piaceri pi raffinati della vita. Sia i pettorali che il costoso mantello erano macchiati di sangue fresco e fango. Figulo lo riconobbe immediatamente. Era Aulo Vitellio, comandante in capo della Seconda Legione.
Riconosco quest'uomo!, dichiar il tribuno Vitellio con la voce profonda e carezzevole. Perfino sotto quella dannata tintura!, aggiunse arricciando il naso e storcendo la bocca disgustato. Santo cielo, Figulo, in nome degli di cosa fai conciato cos? E cos' quest'odore?.
Figulo scatt automaticamente sull'attenti. Si sentiva vagamente ridicolo a fare il saluto militare al tribuno con addosso un gonnellino, i capelli tirati e il corpo ricoperto di pitture celtiche. Scosse la testa. Non c' tempo di spiegare, signore. Calumo sta scappando e sta portando via il re e alcuni dei nostri uomini.
Vitellio aggrott la fronte: Calumo?.
S signore, rispose Figulo con il respiro affannoso. Il sommo sacerdote dei druidi della Luna Nera.  il loro capo!.
Lo so chi , optio, sbott Vitellio impaziente. Ci siamo imbattuti in uno degli ausiliari ieri. Ci ha detto tutto dei druidi. Ci ha raccontato in che modo i Batavi sono caduti nell'imboscata al forte di ieri, un sorriso ironico gli incresp le labbra. Devo dire che  stata una dannata fortuna aver incontrato quel ragazzo. A quanto pare siamo arrivati proprio al momento giusto, eh?.
Figulo fece un respiro profondo, trattenendo l'ansia che gli cresceva nel petto. Signore dobbiamo fermare Calumo prima che scappi. Ha preso il re. Sta per sacrificarlo.
Il tribuno fece una smorfia: Non andr molto lontano. L'Ottava Coorte ha l'ordine di presidiare la porta e catturare chiunque tenti di fuggire da l!.
Figulo scosse la testa poi indic il lato opposto della palizzata: C' una breccia nella recinzione, signore. I ribelli passeranno di l, ne sono certo.
Vitellio pens rapidamente, quindi fece un cenno di assenso. Va bene. Inseguiteli. Noi ci occuperemo di questa massa, fece un cenno al centurione brizzolato accanto a s, il Centurione Mergo e i suoi uomini ti accompagneranno. Sbrigati!.
Figulo recuper uno scudo da uno dei ribelli caduti. Poi si gir e si lanci lungo il sentiero principale, determinato a riprendere Trenagaso dalle mani dei druidi una volta per tutte. Il centurione Mergo e i suoi uomini si affrettarono dietro di lui, il clangore delle corazze dei legionari che risuonava al ritmo dei passi degli scarponi chiodati.
La battaglia all'interno dell'insediamento si era trasformata in tante piccole schermaglie lungo le strade, con i legionari che irrompevano nei vari settori e davano la caccia alle sacche di ribelli fuggitivi. Tutt' intorno risuonavano gli schianti delle spade contro gli scudi, le urla sofferenti dei feriti intervallate dal pianto di donne e bambini che fuggivano per mettersi in salvo.
Figulo prosegu la corsa. Oltre la distesa dei ripari per gli animali adocchi la palizzata danneggiata e distinse diversi ribelli che scivolavano attraverso la spaccatura rotolando gi per il terrapieno erboso. Si affrett in quella direzione, la furia della battaglia che gli scorreva nelle vene. I ribelli che si trovavano alla palizzata si girarono per affrontare i soldati romani che li attaccavano. Figulo sfog la sua rabbia su quello pi vicino. Il viso dell'uomo era agghiacciato dalla paura alla vista di quel Gallo enorme, con i capelli scompigliati che lo caricava. La sua espressione si trasform in sbigottimento quando fu infilzato con la spada nella parte scoperta all'altezza dello stomaco, perforando le viscere e strappando organi e muscoli. L'uomo gemette mentre Figulo lo scalci via liberando l'arma. Intorno a lui gli altri legionari si liberarono in poco tempo degli altri ribelli.
Figulo scivol attraverso la palizzata semidistrutta e si precipit gi per il terrapieno alla testa dei legionari. Oltre il fossato riusc a vedere un gruppo di circa sessanta ribelli che si ritiravano lungo il terreno scoperto a ovest dell'insediamento, guidati da Calumo e Ancasta. Ebbe un tuffo al cuore quando vide una fila infangata di prigionieri che venivano trascinati in coda a tutti. Tra loro riusc a distinguere Helva e Rullo incespicare a piedi nudi. I Britanni che li tenevano prigionieri gli urlavano di sbrigarsi e Figulo cap che li stavano usando come scudi per proteggere la ritirata. Per un attimo si chiese dove fossero diretti, poi vide gli alberi striminziti che nascondevano le paludi e cap all'istante le loro intenzioni. Si gir verso il centurione Mergo mentre i Romani si arrampicavano fuori dal fossato all'inseguimento.
Stanno andando alle paludi, signore, esclam Figulo. Dobbiamo riuscire a fermarli prima che le raggiungano.
Il centurione Mergo si gir verso i propri uomini gridando: Veloci, ragazzi! Quei bastardi hanno con s alcuni prigionieri dei nostri. Il primo idiota che lancia il suo giavellotto ne pagher le conseguenze!.
Il centurione si lanci allo scoperto all'inseguimento di Calumo e dei suoi seguaci. I ribelli erano rallentati dalla fila dei prigionieri, ma anche i legionari iniziarono a perdere velocit. Figulo si spingeva avanti, pressato dall'ansia di salvare i propri compagni e il re durotrigio.
Quando si avvicinarono agli alberi al confine con le paludi, Figulo vide i fili sottili di nebbia indugiare nel fitto sottobosco di rovi e spini. La tempesta di due giorni prima aveva reso il terreno molle e gli uomini respiravano affannosamente per la caccia al nemico. L'optio era esausto. Sentiva quel dolore sordo ai muscoli delle gambe e la stanchezza profonda nelle ossa per la tensione degli ultimi giorni che chiedeva il conto al suo corpo sfinito. Ma continu a correre accanto al centurione e ai suoi uomini. Pensava a quanti amici aveva perso in Britannia. A Sesto Porzio Bleso morente nella neve. Non avrebbe lasciato che altri suoi compagni morissero quel giorno.
Davanti a loro i ribelli raggiunsero l'inizio di un rozzo sentiero che correva tra le colline e che si addentrava direttamente nel cuore delle paludi. Al di l di quello Figulo riusc a vedere un'oscura e infinita distesa di canne e canali, intervallati da collinette sparse, avvolte in una nebbia biancastra inospitale. I Britanni proseguirono, sentendo di essere ormai in salvo.
Un ultimo sforzo, ragazzi!, ansim il centurione Mergo.
I legionari si spinsero avanti. I Romani avevano una forma fisica migliore rispetto ai nativi e si muovevano a passo spedito nonostante le pesanti armature e l'equipaggiamento che portavano addosso. I ribelli, per, avevano un bel vantaggio su di loro e dovevano giocarsela fino all'ultimo, pens Figulo. Se i nemici fossero riusciti a raggiungere il rifugio nelle paludi prima che i Romani potessero fermarli, allora sarebbe stato tutto perduto. I suoi compagni e Trenagaso sarebbero scomparsi nella fitta nebbia, trascinati via per essere torturati e uccisi. Non avrebbero avuto alcuna speranza, se li avessero inseguiti nelle paludi. Quell'insieme di acque scure e stagnanti e piccoli boschi cedui erano impossibili da attraversare se non si conosceva alla perfezione il terreno, senza contare la possibilit di cadere vittime di un'imboscata in qualche punto nascosto di quei sentieri cos angusti e soffocati dai rovi. Una volta che il druido e i suoi seguaci fossero entrati nella palude, i loro prigionieri sarebbero stati perduti per sempre.
Presto, signore!, incalz Figulo. Quei bastardi ci scapperanno.
Calumo e i suoi uomini erano troppo avanti. Mergo cap la situazione e imprec con il respiro rotto.
Non riusciremo a prenderli, ansim.
Figulo si slanci avanti, correndo pi che pot. I suoi sensi erano acuiti dalla prospettiva di sconfiggere definitivamente i druidi. Aveva la gola in fiamme, il sangue gli rombava nelle orecchie. Dimentic il dolore ai muscoli. Forza, si disse. Un ultimo sforzo. La nostra ultima possibilit.
Avanti a lui, a poca distanza, Calumo si guard alle spalle e vide che i Romani gli stavano con il fiato sul collo. Comprese che avrebbero potuto catturarli prima che entrassero nelle paludi, quindi grid un ordine ai suoi seguaci. Quelli si voltarono per affrontare i soldati, formando un feroce sbarramento mentre Calumo e Ancasta si staccavano dal gruppo addentrandosi nel pantano, seguiti da una dozzina di guerrieri e dai prigionieri. I ribelli si piantarono a terra e sguainarono le armi contro i romani, sperando di far guadagnare abbastanza tempo al loro capo.
I due fronti si scontrarono in un clangore di spade e scudi. Nonostante i ribelli fossero meno numerosi, lottarono con sorprendente ferocia, senza pi curarsi della loro stessa vita. L'aria fredda del mattino si riemp dei suoni della frenetica battaglia e dell'ansimare degli uomini esausti. Era un brutale corpo a corpo che presto si trasform in una mischia selvaggia. Accanto a Figulo, su entrambi i lati, i legionari erano impegnati in duri scontri uno contro uno con il nemico. Quello pi vicino colp l'optio con la spada, ferendolo a una guancia. Figulo sent una sensazione di bruciore intenso mentre il sangue gli colava lungo il viso e imprec per non aver indosso un'armatura. Fece una finta, poi infilz l'uomo alla gola. Liber l'arma e cerc la vittima successiva.
Al di l della mischia scorse Ancasta e Calumo che si affrettavano lungo il sentiero che portava alle paludi con dietro i prigionieri. Trenagaso avanzava lentamente a pochi passi di distanza, cercando faticosamente di restare in piedi in quel pantano, mentre un paio di guerrieri lo spingeva avanti. Figulo si stacc dagli altri e insegu i prigionieri, con il cuore che batteva al ritmo dei colpi di spada che risuonavano nelle orecchie, mentre tutt'intorno infuriava lo scontro. Uno dei guerrieri lo not e cerc di bloccargli la strada, ma Figulo lo atterr con un colpo di scudo e prosegu.
Dopo un po' Calumo si volt di nuovo e vide i due ribelli al fianco di Trenagaso arrancare. Abbai un ordine e quelli si fermarono all'istante. Uno di loro diede un calcio al re nella parte bassa della schiena, mandandolo lungo disteso nel fango. Contemporaneamente, l'altro sollev la spada e fece per colpirlo alla nuca.
Per un attimo all'optio si gel il sangue nelle vene, stretto nella morsa di una terribile indecisione. Calumo e Ancasta erano gi quasi scomparsi nelle paludi con i loro compagni e gli altri ausiliari prigionieri. Se avesse salvato il re, avrebbe perso i suoi compagni nella nebbia. Sapeva bene, per, quale fosse il suo dovere e istintivamente si gett contro i due ribelli che urlavano qualcosa di incomprensibile.
Quelli alzarono gli occhi per un attimo, attoniti. Erano guerrieri giovani e muscolosi e fissavano sconcertati quel Gallo mezzo nudo che si abbatteva su di loro. Si girarono per affrontarlo. Il pi alto teneva stretta una lancia e il compagno un gladio. Quello con la lancia not che il Gallo non indossava un'armatura e gli brillarono gli occhi figurandosi una facile uccisione. Scatt in avanti e fece una finta. Figulo sollev lo scudo e l'ampia punta si abbatt sulla borchia cadendo di lato. L'uomo ci riprov e il Romano scatt da un parte, evitando di un soffio la lancia. Poi scagli lo scudo in faccia all'avversario stordendolo. Quindi vide l'altro che gli si avventava contro e si gir per parare l'attacco. Prima che quello con la spada potesse attaccare di nuovo, Figulo affond in basso, all'inguine. Il nemico perse la presa e cadde a terra, annaspando agonizzante mentre il sangue gli sgorgava dalla bocca.
Con la coda dell'occhio, Figulo vide l'altro con la lancia gettarsi contro di lui, ululando selvaggiamente. L'optio si gir prima ancora di riuscire a liberare l'arma dal corpo del nemico. Sollev lo scudo giusto in tempo per parare il colpo selvaggio dell'altro, con il violento impatto che si trasmise lungo tutto il braccio. Il Britanno rugg e si gett su di lui facendolo barcollare all'indietro. Non appena riprese l'equilibrio, Figulo vide la lancia gi puntata verso il collo, quindi si accosci evitando il colpo, poi, con lo scudo in posizione orizzontale, colp violentemente il nemico allo stomaco. Il bordo metallico scricchiol quando raggiunse l'uomo, facendolo piegare. Ma pi che sorprenderlo quel colpo sembr farlo arrabbiare ancora di pi. Il guerriero afferr il bordo dello scudo e lo scaravent via. Figulo sent un dolore intenso al petto quando quello lo butt a terra con un calcio. Guard in su e lo vide dirigersi verso di lui. Il guerriero si ferm con un sorriso malvagio un attimo prima di sollevare la lancia e scagliarla verso il Gallo.
Improvvisamente ebbe uno spasmo. Croll a terra e Figulo vide il centurione Mergo i suoi uomini venire dietro di lui lungo il sentiero disseminato di corpi dei nativi morti, gli ultimi guerrieri uccisi dai legionari. Il centurione recuper la spada e Figulo gli rivolse un gesto di gratitudine. Un paio di legionari corse da Trenagaso e lo aiut a rimettersi in piedi. Figulo si asciug il sudore dagli occhi e si guard intorno. Il gruppo di ribelli era stato annientato. Nessuno era stato fatto prigioniero, avevano preferito la morte alla cattura del capo dei druidi.
Fece un sospiro di sollievo. Il re era salvo.
Spinse lo sguardo nel punto in cui il sentiero sfociava nelle paludi, sperando contro ogni evidenza che i suoi compagni fossero ancora in vista. Ma non c'era nient'altro che un banco di nebbia biancastra che nascondeva tutto.
Si sent sprofondare.
Calumo, Ancasta e i prigionieri erano scomparsi.
C'era ancora fumo che si alzava dalle costruzioni in rovina quando Figulo torn all'insediamento. Una volta giunto alla porta scardinata, consegn Trenagaso a due attendenti che lo scortarono verso l'infermeria dove il medico avrebbe curato le sue ferite. Poi and a fare rapporto a Vitellio. Il tribuno era in piedi lungo la via principale, ispezionando l'insediamento devastato. Dozzine di legionari stavano radunando i ribelli fatti prigionieri per portarli fuori. Era uno spettacolo penoso: le teste chine per la disperazione mentre venivano trascinati per essere rinchiusi nel forte in una delle baracche vuote.
Vitellio, dopo avere ordinato agli esploratori a cavallo di controllare l'area circostante e catturare tutti i ribelli che erano riusciti a scappare, si rivolse all'optio e ascolt pazientemente il suo rapporto.
Suppongo che le congratulazioni siano d'obbligo, annunci asciutto il tribuno Vitellio mentre si guardava intorno. Hai salvato il regno, optio. O quel che ne resta.
Figulo si contorse a disagio. Il sollievo per aver salvato Trenagaso dai druidi della Luna Nera era offuscato dal terribile rimorso di aver dovuto abbandonare i propri compagni.
Vitellio gli rivolse uno sguardo comprensivo:  un peccato che non sia riuscito a salvare anche gli altri prigionieri, ma un paio di legionari e qualche Batavo non sono poi una gran cosa nel disegno generale delle cose.
Figulo guard amareggiato il fumo che saliva verso il cielo: Sar cos come dici, signore.
Vitellio studi l'optio. Eri affezionato ai tuoi uomini, presumo.
Erano come fratelli per me, signore.
Il tribuno annu con saggezza. Ho perso un bel po' di uomini quando ero nella Seconda. Ma alla fine  per quello che gli uomini sono l, optio. Per morire.
Io non li abbandoner, signore.
Una leggera irritazione apparve sul viso ben rasato di Vitellio. Si protese verso l'optio e abbass la voce perch gli altri soldati e gli ufficiali non potessero udirlo.
Capisco che sei avvilito. Ma, per tutti gli di, non puoi lasciare che il dolore ti offuschi la mente. I tuoi amici probabilmente sono gi morti. E se cos non fosse stai pur certo che i druidi li uccideranno in fretta. Sono prigionieri che non hanno alcun valore come ostaggi. Calumo  abbastanza sveglio per capirlo da solo.
Potremmo provare a cercarli, signore, propose Figulo
Vitellio fece un'espressione sorpresa. Mandare i miei uomini nella palude? Sei diventato pazzo? Sarebbe una disfatta, fece una smorfia, quindi aggiunse. E poi non penso che adesso dovremmo occuparci di Calumo e della sua banda di folli seguaci. Oggi abbiamo inferto un gran bel colpo ai druidi della Luna Nera. Abbiamo ripreso l'insediamento. Il re  vivo - ora. L'esercito dei druidi sconfitto. Calumo non rappresenta pi una minaccia al momento, non dopo le ingenti perdite subite.
Signore, io conosco Calumo. L'ho incontrato. Non smetter mai di combatterci. Continuer fino a che avr respiro. Fin quando sar libero rappresenter una minaccia. Oggi ha perso, ma presto ricostituir un nuovo esercito di ribelli decisi a morire per la sua causa. Ci vorranno mesi per sconfiggerlo, forse anni. Ma se lo colpiamo ora, possiamo farla finita una volta per tutte.
Sbalordito da quella franchezza, Vitellio raddrizz la schiena e finse un sorriso: Anche ammettendo che Calumo sia cos pericoloso come sostieni, non vedo il motivo per cui dovrei rischiare di mandare i miei uomini nella palude.
Non possiamo permetterci di lasciare libero Calumo, signore, insistette Figulo.
Vitellio scosse violentemente la testa e lo fiss: Ho gi preso la mia decisione, optio. Non posso rischiare.
Allora lascia andare me, signore.
Eh?, Vitellio aggrott la fronte. Ma cosa diavolo stai dicendo?.
Figulo fece un respiro profondo: Lasciami andare nelle paludi a cercarli, signore. Trover i miei uomini e fermer Calumo una volta per tutte. Lo giuro, per tutti gli di.
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...
FINE.